Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Zaia contro i No Vax: "Una volta si faceva la profilassi a scuola, oggi ci accusano di infilare microchip nel naso dei bambini"

Il presidente della Regione difende la libertà di manifestare, ma marca ancora una volta le distanze anche da una certa Lega: "Il problema vero è che in questo clima se inventassero la penicillina avremmo i social pieni di gente che dice che la muffa non se la inietta. Qui sta saltando il patto sociale. E presto ne pagheremo le conseguenze. I leghisti in piazza? Non è la linea del partito"

Il presidente della Regione, Luca Zaia

«Le conoscenze per preparare un vaccino non sono più quelle di 50 o 60 anni fa. Ma il problema vero è che in questo clima se inventassero la penicillina avremmo i social pieni di gente che dice che la muffa non se la inietta. Qui sta saltando il patto sociale. E presto ne pagheremo le conseguenze». Parola di Luca Zaia, che pur sostenendo la libertà di poter manifestare, prende ancora una volta le distanze dai No Vax. In un'intervista rilasciata oggi 30 luglio al Corriere della Sera, il presidente della Regione sottolinea ancora una volta l'importanza dei vaccini, alla vigilia dell'ennesima manifestazione prevista per oggi da parte di chi è contraria al Green Pass a cui parteciperanno molti negazionisti del vaccino: «Ogni protesta pacifica è legittima ma la vaccinazione svuota gli ospedali veneti»

La sanità Pubblica e i microchip

Zaia difende la sanità pubblica: «Siamo passati da una sanità pubblica che faceva profilassi a scuola a un punto in cui è difficile fare un tampone, perché veniamo accusati di infilare microchip nel naso dei bambini. Fare il nostro dovere sta diventando un problema» le parole del presidente, che difende la libertà di opinione, ma sempre mettendo dei paletti ben precisi: «Se invochiamo la libertà per qualsiasi cosa stiamo perdendo di vista il bene comune. Oggi riguarda i vaccini, domani riguarderà qualunque scelta di sanità pubblica».

Il vaccino

Tra i manifestanti però non circolano solo ragionamenti dissennati sui microchip, ma anche i dubbiosi che sostengono sia impossibile realizzare un buon vaccino in così poco tempo e che non credono nell'ospedalizzazione causa Covid: «Le conoscenze per preparare un vaccino non sono più quelle di 50 o 60 anni fa» risponde Zaia «ma il problema vero è che in questo clima, se inventassero la penicillina avremmo i social pieni di gente che dice che la muffa non se la inietta. Qui sta saltando il patto sociale. E presto ne pagheremo le conseguenze. In Veneto 22mila persone hanno avuto bisogno di essere ricoverate. Sostenere che tutti si possano curare a casa significa non dire la verità».

La Lega

Tra quelli che navigano al limite tra i No Vax e i No Green Pass ci sono anche diversi leghisti, che continuano ad invocare privacy e libertà, nascondendosi e non prendendo mai una posizione precisa: «La Lega è sempre stata un partito dalla composizione sociale variegata, ci sta che qualcuno non la pensi come te. Detto questo, non mi risulta che il partito abbia deciso di rinnegare l’attività dei propri sindaci, amministratori, presidenti e sindaci. Un discorso è discutere legittimamente sull’obbligatorietà, come fa il segretario Salvini. Altra cosa è farsi portatori di una linea in cui io assolutamente non mi identifico. E mi rifiuto di pensare che sia quella del partito».

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