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Venerdì, 19 Aprile 2024
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Noonic chiude il bilancio 2021 con un fatturato di 4,5 milioni e si prepara ad assumere

Le figure ricercate sono in particolare esperti di marketing junior, da far crescere nell’academy di formazione interna e che avranno la possibilità di lavorare in smart working, anche dall’estero

Noonic, agenzia di digital marketing attiva tra Padova, Milano e Bangalore, e per due anni inserita nel ranking del Financial Times «FT1000 Europe’s Fastest Growing Companies», si avvia a chiudere il bilancio 2021 con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente, toccando i 4,5 milioni di euro di fatturato. Un risultato importante che si traduce in posti di lavoro: il team è già passato da 25 a 40 persone nel 2021 ed entro la fine dell’anno in corso si prevedono 20 ulteriori assunzioni, per raggiungere presto quota 60. Le figure ricercate sono in particolare esperti di marketing junior, da far crescere nell’academy di formazione interna e che avranno la possibilità di lavorare in smart working, anche dall’estero, con la garanzia di un’ampia flessibilità, da sempre marchio di fabbrica della tech company veneta.

La crescita

Un successo, quello di Noonic, che secondo Nicola Possagnolo, cofondatore dell'azienda, si lega a doppio filo con i mutamenti provocati dalla pandemia: «Con l’emergenza Covid e il conseguente venir meno delle tradizionali modalità di vendita in presenza – osserva – presidiare i canali digitali è diventata una necessità per un’ampia platea di medie aziende manifatturiere italiane. Il nostro approccio mira a portare risultati in breve tempo e si rivolge sia all’ambito business-to-business che a quello business-to-consumer, attuando diverse strategie customizzate». Tra i trend rilevanti del mercato degli ultimi mesi emerge il mondo dell’edilizia. «Grazie al traino del Superbonus 110% e con l’avvicinarsi delle scadenze per i cantieri previste per i prossimi mesi, cresce anche la ricerca online, da parte delle famiglie, di prodotti per l’arredamento – prosegue Possagnolo –. Noi aiutiamo le aziende di questo comparto a posizionarsi per intercettare il flusso di ricerche sul web. Ma la strategia non può essere quella del classico e-commerce. Trattandosi di beni che comportano investimenti importanti, alle imprese non conviene puntare tanto sull’acquisto diretto, quanto piuttosto sull’acquisizione di lead, ovvero potenziali clienti, convincendoli a lasciare i propri contatti per poi essere ricontattati di persona dall’ufficio commerciale».

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