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Domenica, 25 Settembre 2022
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Numero chiuso a Medicina, Udu e Verdi per l'Italia in coro: «Va abolito»

Anche l'Unione degli Universitari di Padova e i Verdi per l'Italia dicono la loro sull'argomento della settimana

Concordi sull'abolizione: Studenti per - Udu Padova e Verdi per l'Italia dicono no al numero chiuso a Medicina.

Udu

In rappresentanza degli studenti parla Domenico Amico, coordinatore dell’Unione degli Universitari di Padova: «No al numero chiuso, no all’imbuto formativo, migliore programmazione e soprattutto più fondi per le strutture e la didattica. La posizione di Zaia, e non solo, è semplicistica e populista, ma le dichiarazioni del dottor Crisarà sono forti: dire che il problema è legato solo all’imbuto formativo per la specialistica e che troppi medici sviliscono il prestigio della professione significa contraddirsi da soli. Il numero chiuso è sbagliato tanto quanto l’imbuto formativo per entrare in specialistica, non possiamo nasconderci dietro queste posizioni demagogiche: vanno gradualmente ampliati i numeri perché servono più medici e serve impegnarsi per avere più fondi e migliori strutture per formarli al meglio. In 12 anni abbiamo perso 6 miliardi sull'Università, e questi tagli hanno impedito l'impegno degli Atenei sull'ampliamento del numero chiuso. Ma il numero chiuso va eliminato e non sarà possibile farlo a costo zero».

Verdi per l'Italia

Dichiarano invece Domenico Minasola e Sebastiano Arcoraci dei Verdi per l’Italia: «Il numero chiuso a medicina rappresenta oggi un ostacolo alla preparazione delle eccellenza della sanità italiana poiché potenzialmente limita l’accesso a soggetti più facoltosi che possono sostenere economicamente le spese per un accesso basato sui quiz. Il test per tutti noi e per la sanità è stato, nostro malgrado, il periodo pandemico che ha dimostrato la carenza di medici e specialisti per potere sostenere le emergenze ed i ricoveri. Certa demagogia deve essere superata, è urgente avere più medici, sempre più capaci nonostante il taglio di fondi sull’Università che da oltre un decennio è sofferente per le migliorie strutturali. Si abbatta anche l’imbuto formativo per la specialistica poiché lo sbarramento numerico non è sinonimo di qualità. I medici, ma anche gli infermieri, sono coloro a cui ci rivolgiamo per curare la salute nostra e dei nostri figli, non possono essere il risultato di crocette su quiz. Quest’anno sono prevedibili circa 65 mila iscritti al test di medicina e 14.740 posti disponibili, certamente l’eliminazione del numero chiuso potrebbe generare costi accessori per nuove aule, nuovi professori e costi accessori ma il futuro della sanità italiana non è un tema da sottovalutare. Si proceda spediti poiché formare un medico richiede da 7 a 11 anni, temporeggiare ulteriormente significherebbe temporeggiare sulla salute degli italiani». 

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