Domenica, 21 Luglio 2024
Attualità

Emergenza siccità, fiumi e corsi d'acqua in forte sofferenza

Ne hanno parlato oggi il vicesindaco di Padova Andrea Micalizzi e l'assessore all'ambiente Andrea Ragona. La portata è inferiore di oltre il 50 % della media in un momento in cui non è ancora cominciata la stagione irrigua

Allarme siccità. Ne hanno parlato oggi 4 marzo,  il vicensindaco di Padova Andrea Micalizzi e l’assessore all’ambiente Andrea Ragona. Ci si è concentrati soprattutto sui corsi d'acqua e i fiumi che attraversano la città e la provincia, vista l’emergenza idrica dovuta alla grande siccità degli ultimi mesi. Durante l’emergenza della scorsa estate, che ha visto i canali padovani versare in condizioni di secca inedita ed eccezionale, il comune di Padova ha convocato un tavolo permanente di confronto con tutti gli enti coinvolti. Oltre al Comune sono presenti il Genio Civile, il consorzio di Bonifica, AcegasApsAmga, ovvero il gestore del servizio idrico integrato per la città di Padova, Ulss e Arpav. La questione infatti, come si è potuto constatare la scorsa estate, porta con sé problemi di tipo ambientale, economico e connessi con la salute pubblica. 

Gli incontri

Ieri si è tenuta una nuova riunione di questo Tavolo permanente sulla siccità, durante la quale è stata fatta un’analisi della situazione attuale e sono state affrontate alcune possibili soluzioni e a seguito della quale il vicesindaco Andrea Micalizzi ha riferito: «La fotografia della situazione attuale è estremamente allarmante. Il quantitativo di pioggia e neve finora è inferiore ad ogni classifica storica e i nostri fiumi e corsi d’acqua registrano una portata al di sotto del 50% della media, in un momento in cui non è ancora iniziata la stagione irrigua. Durante gli incontri periodici del Tavolo Siccità - ha proseguito - abbiamo monitorato la situazione e già mesi abbiamo dato un primo allarme, finora rimato inascoltato. Abbiamo scritto alla Regione una lettera nella quale, a fronte dei dati, abbiamo chiesto un incontro per ragionare sulle misure da prendere insieme perché a fronte di una situazione idrica mutata, va ripensata la politica di gestione dei corsi d’acqua nella Regione». 

Possibili soluzioni

«Abbiamo anche elaborato una proposta - ha precisato Micalizzi - grazie al lavoro costante degli enti tecnici regionali i quali, dati alla mano, ci dicono che una riorganizzazione dei flussi d’acqua è possibile con piccole portate d’acqua. Ad esempio potremmo utilizzare l’acqua del fiume Adige attraverso il canale artificiale LEB, utilizzato in particolare per l’irrigazione, che collega le acque ad ovest della Regione con il territorio padovano. Con una portata minima per l’Adige, 5mc al secondo e solo all’occorrenza, potremmo dare sollievo a tutto il nostro territorio. E’ una prima proposta di cui discutere ma è necessario farlo con urgenza».

L'allarme di Ragona 

L’assessore all’ambiente Andrea Ragona aggiunge: «La situazione di partenza per il nostro territorio è peggiore rispetto allo scorso anno e le conseguenze che la scorsa estate abbiamo visto a partire da luglio potrebbero essere anticipate di qualche mese: moria di pesci cui conseguono problemi di tipo igienico sanitario e odori, il raffreddamento dell’inceneritore, il proliferare di zanzare e quindi il moltiplicarsi di focolai di virus come la west nile. Servirebbero 4 ore di pioggia al giorno per 5 mesi consecutivi per rimediare ed è quindi chiaro che non possiamo contare sull’aiuto dei fenomeni atmosferici. Inoltre va tenuto in considerazione che oggi il problema non riguarda l’acqua potabile, ma o arriva un anno piovoso o nel giro di due tre anni avremo un’emergenza ulteriore. La falda oggi è a 51 metri sul livello del mare; lo stato di guardia inizia a 49 e a 42 è considerato stato di crisi. Se non si inverte subito la tendenza ci troveremo senza acqua potabile». 

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