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Pride a Padova: «Ma non può essere sempre così?»

Di certo qualcosa è cambiato. Di Pride a Padova ce ne sono stati tanti, ma oggi vediamo i giovani accompagnati dai genitori, gli anziani pieni di vita che arrivano fino al parco delle Mura a mano (la passeggiata questo sabato è andata ben oltre il centro), ma soprattutto i giovanissimi che sono forza e speranza, pieni di ideali e giustizie da conquistare con quel fuoco negli occhi per un futuro che si spera possa essere già oggi

«Ma non può essere sempre così?» ce lo si domanda arrivati al Parco delle Mura, in un sabato d’estate pieno di sole e sudore. Padova, il 10 luglio, come le altre grandi città ha voluto dire la sua, ribadendo ancora una volta l’ovvietà.: l’amore è amore. Sembra incredibile ma ahimè c’è ancora bisogno di dirlo. Non solo amore, quest’anno ancora di più c’è un concetto che vuole essere chiaro: essere liberi di essere ciò che si è, nel rispetto degli altri. Un rispetto che deve sempre essere bidirezionale, sempre.

La società è pronta

Tra i presenti alla manifestazione non poteva mancare l’On, Alessandro Zan (padovano), che ancora una volta, incalzato dalle domande, ha dovuto chiarire paure per una proposta di legge che arriverà in settimana al Senato. Di certo la società è pronta, ma la polemica non fa che riempire la comunicazione e, la narrazione che ogni giorno ci viene proposta, appare spesso lontana dalla realtà.

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Fa così paura?

Una realtà fatta anche dalla perplessità: «Ma non può essere sempre così?», che difficoltà c’è nell’accettare un bacio tra due donne? Una famiglia arcobaleno? Un abbraccio tra due persone che si vogliono bene. Fa così paura? Quante domande. Una società che guarda al futuro, inevitabile, ma che per ora è fatta di attese snervanti, almeno così sono e vengono percepite da chi si trovava in piazza sabato. Tutto ciò già esiste e coesiste, ed è arrivato il momento di rendersene conto, prenderne atto. Può essere difficile, certo, come quando ci si rende conto che l’amore è finito, lo si deve accettare, poi è liberatorio.

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L'importanza dell'Università

Abbiamo la fortuna di avere una città accogliente, questo grazie anche all’importante ruolo che l’Università esercita; una città che ogni anno apre le porte a studenti da tutto il mondo, contribuendo a incrociare culture e rendere Padova sempre così attrattiva, ma allo stesso tempo misteriosa, esclusiva. Padova, talmente libera, Universa Universis Patavina Libertas ("La libertà di Padova è Universale e per tutti") che lascia davvero spazio ad ogni pensiero, certo non mancano le tensioni, manifestazioni e contro manifestazioni, ma anche confronti.

La festa

Alla parata di sabato non sono mancate le famiglie con i bambini felici che dal terrazzo ballavano (loro potevano, durante il percorso era vietato), le persone al balcone che con una birra in mano salutavano sorridenti e i tanti che si sono uniti proprio coinvolti dal clima festoso e accogliente che solo le manifestazioni come il Pride regalano.

Polemiche

Non sono mancate le polemiche ma solo quelle dei leoni da tastiera, lungo le vie cittadine tutti hanno accolto la parata con gioia, nessuno si è messo a commentare e discutere; nel web invece tutti si sentono in dovere di dire la loro, ma attenzione, sempre e solo restando dietro a uno schermo. È questo che serve il Pride: creare cultura, una cultura inclusiva.

Fuoco negli occhi

Di certo qualcosa è cambiato. Di Pride a Padova ce ne sono stati tanti, ma oggi vediamo i giovani accompagnati dai genitori, gli anziani pieni di vita che arrivano fino al parco delle Mura a mano (la passeggiata questo sabato è andata ben oltre il centro), ma soprattutto i giovanissimi che sono forza e speranza, pieni di ideali e giustizie da conquistare con quel fuoco negli occhi per un  futuro che si spera possa essere già oggi.

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