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Inflazione, i padovani hanno speso 76 milioni di euro in più per carne e verdura

Ma aumenti riguardano anche l’alimentare, con il vetro che costa oltre il 50% in più rispetto allo scorso anno, il 15% il tetrapack, il 35% le etichette, il 45% il cartone, il 60% i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica

L’impennata dell’inflazione pesa sul carrello dei padovani nel 2022 che hanno speso 43 milioni di euro per mettere in tavola pane e pasta. Anche la verdura è costata quasi 39 milioni di euro in più mentre per la carne l’esborso aggiuntivo è di 37 milioni. Sono questi gli alimenti che stanno maggiormente risentendo dell’aumento delle materie prime necessarie per la loro produzione. Al quarto posto ci sono latte formaggi e uova, che precedono il pesce e la frutta. Seguono olio, burro e grassi, che è però la categoria che nel 2022 ha visto correre maggiormente i prezzi, e le bevande analcoliche (dal caffè alle acque minerali fino ai succhi). Chiudono la classifica degli aumenti zucchero, confetture, miele, cioccolato, dolci e sale, condimenti ed alimenti per bambini.

Coldiretti

«Sotto pressione, infatti – sottolinea Coldiretti Padova – è l’intera filiera agroalimentare, a partire dall’agricoltura, dove si registrano aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +500% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. Ma aumenti riguardano anche l’alimentare, con il vetro che costa oltre il 50% in più rispetto allo scorso anno, il 15% il tetrapack, il 35% le etichette, il 45% il cartone, il 60% i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica». Tutto pesa sul carrello dei consumatori e soprattutto sui bilanci delle imprese dell’agroalimentare, con più di un’azienda agricola su dieci in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività, ma oltre 1/3 del totale costretta a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea.

Lista ponderata

Per difendersi dagli aumenti otto padovani su dieci hanno preso l’abitudine di fare una lista ponderata degli acquisti da effettuare per mettere sotto controllo le spese d’impulso, secondo l’analisi Coldiretti/Censis che evidenzia come siano cambiati anche i luoghi della spesa con il 72% dei consumatori che si reca e fa acquisti nei discount, mentre l’83% punta su prodotti in offerta, in promozione. “Le famiglie, infatti – conclude Coldiretti Padova– vanno a caccia dei prezzi più bassi anche facendo lo slalom nel punto vendita, cambiando negozio, supermercato o discount alla ricerca di promozioni per i diversi prodotti”.

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