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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Attualità

Caso Grafica Veneta e sfruttamento del lavoro, l'appello di Papa Francesco

«Sono tanti gli umiliati e gli offesi di oggi, ma chi dà a loro voce? Chi li rende protagonisti, mentre soldi e interessi spadroneggiano? La cultura non si lasci soggiogare dal mercato»

Anche Papa Francesco si fa portavoce dei diritti dei lavoratori sfruttati e in particolare sul caso più clamoroso dell'estate, quello che ha visto coinvolto la BM Service e Grafica Veneta, la quale le appaltava il lavoro. Il Pontefice ha raccolta la denuncia dello scrittore Maurizio Maggiani il quale, dalle colonne del quotidiano genovese  Secolo XIX e rifacendosi proprio al caso di gravissimo sfruttamento di lavoratori pakistani, impiegati a Grafica Veneta, si è appellato all’autorità morale del Pontefice chiedendo un suo intervento sul tema. 

Papa Francesco

La risposta non è fatta attendere. «Gentile Signor Maggiani - ha risposto Bergoglio - ho letto la sua lettera pubblicata il primo agosto. Con coraggio, senza temere di provare vergogna, ha voluto commentare la notizia che tanti avrebbero taciuto: i suoi libri – e molti altri – sono stampati sfruttando il lavoro schiavizzante di diversi cittadini pakistani. Così ha informato me e i lettori di questo paradosso e ha posto una domanda: ‘vale la pena produrre la bellezza grazie agli schiavi?’. Sono rimasto colpito dalle sue parole. Lei non pone una domanda oziosa, perché in gioco c’è la dignità delle persone, quella dignità che oggi viene troppo spesso e facilmente calpestata con il «lavoro schiavo», nel silenzio complice e assordante di molti. Lo avevamo visto durante il lockdown, quando tanti di noi hanno scoperto che dietro il cibo che continuava ad arrivare sulle nostre tavole c’erano centinaia di migliaia di braccianti privi di diritti: invisibili e ultimi – benché primi! – gradini di una filiera che per procurare cibo privava molti del pane di un lavoro degno. Sono tanti gli umiliati e gli offesi di oggi, ma chi dà a loro voce? Chi li rende protagonisti, mentre soldi e interessi spadroneggiano? La cultura non si lasci soggiogare dal mercato». 

Bisogni

«Abbiamo bisogno - prosegue il Santo Padre - di una denuncia che non attacchi le persone, ma porti alla luce le manovre oscure che in nome del dio denaro soffocano la dignità dell’essere umano. E’ importante denunciare i meccanismi di morte, le "strutture di peccato". Ma denunciare non basta. Siamo chiamati anche al coraggio di rinunciare. Non alla letteratura e alla cultura, ma ad abitudini e vantaggi che, oggi dove tutto è collegato, scopriamo, per i meccanismi perversi dello sfruttamento, danneggiare la dignità di nostri fratelli e sorelle. È un segno potente rinunciare a posizioni e comodità per fare spazio a chi non ha spazio. Dire un no per un sì più grande. Per testimoniare che un’economia diversa, a misura d’uomo, è possibile».

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