Venerdì, 18 Giugno 2021
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Parco Colli, il sindaco di Abano Barbierato: «Nomine fatte per accontentare, serve invece un progetto vero»

Nessuna polemica nei confronti del neo presidente Masin, in discussione invece la modalità con cui ci si è arrivati: ««Le nomine sono fatte con il bilancino dalla Regione, non c’è prima una discussione vera sui programmi. Siamo l'unico parco termale al mondo e non siamo in grado di raccontarlo»

«Le nomine sono fatte con il bilancino, non c’è prima una discussione vera sui programmi. Non c’è quindi neppure una proposta di visione di come lo si vorrebbe il Parco, non c’è un confronto. E’ questo il punto di partenza. L’alternanza dei presidenti, i commissari, sono situazioni legate a un vizio che sta a monte». Il Sindaco di Abano Terme, Federico Barbierato, a un mese dalla nomina del neo presidente del Parco Colli, il sindaco di Galzignano Terme Riccardo Masin, ci dice la sua su uno degli enti più chiacchierati della Regione. Tante polemiche in questi anni che si sono ripetute con la nuova nomina. L'ultima è quella sul neo nominato Masin: è un cacciatore e per qualcuno questo sarebbe un impedimento.«Queste sono polemiche che non servono a nulla. Non è questo il punto, figuriamoci. La questione è davvero un'altra». Il punto non è chi viene nominato, ma come. Le nomine arrivano direttamente dalla Regione, questo vale per tutte i cinque parchi veneti. Per Barbierato è questo il vizio iniziale. 

Marketing

Per Barbierato è anche questo tipo di gestione-non gestione del Parco Colli che ha impedito un reale sviluppo dell'area, anche dal punto di vista dell'immagine, della comunicazione, del marketing: «Viviamo in un territorio che non ha nulla da invidiare a nessun altro luogo, con peculiarità uniche. Pensiamo solo al fatto che questo è l‘unico parco termale al mondo, per non dire poi della ricchezza del contesto naturale dove si trova. Come si può non essere in grado di veicolare il messaggio giusto per far conoscere questo paradiso anche fuori della nostra regione?». 

Turismo

Il turismo per un comune come quello di Abano è ovviamente una voce fondamentale. «Pensarlo come era inteso una volta è assolutamente sbagliato. Un errore che non si può più fare. Oggi il turista - spiega Barbierato - prenota la sua vacanza cercando di fare esperienze diverse, non è statico in un solo luogo. Si vuole muovere, visitare luoghi, fare attività in mezzo alla natura. Quale territorio più del nostro può offrire queste opportunità? Quindi bisogna capire che ci vuole un cambio di rotta, una accelerazione per quel che riguarda anche come veicoliamo questo messaggio, come vogliamo essere attrattivi considerando quello che abbiamo da offrire. Ed è tanto. Rispetto a tanti parchi che ad esempio stanno in Toscana, noi siamo in ritardo, non siamo capaci di raccontarlo, di valorizzarlo». Un punto su cui insiste: «Con una politica legata all’ambiente e alla sostenibilità che prende sempre più piede, è evidente che si ha un’arma e non la si sa usare». Barbierato fa poi un’ultima considerazione: «C’è anche un problema tra chi vive nel territorio e i turisti. Se non si affrontano queste questioni nel loro complesso non ci può essere un vero sviluppo del parco». Infine una battuta, anche se non si può negare che sia poi molto vicina alla realtà: «Pare possibile che del Parco Colli si parli solo per la presenza dei cinghiali? Mi pare un po' poco». 

Sistema

Anche il Presidente della Provincia, Fabio Bui, è dell’idea che ci vuole un piano comune, un progetto condiviso, per permettere lo sviluppo turistico che tutti auspicano. «Il Parco Colli è una grande opportunità, lo diventa se siamo capaci di fare sistema. Ma questo non deve suonare come un proclama, ma come una reale modo di vedere questa enorme risorsa». Bui fa una considerazione che va al di là del Parco, quando parla di fare sistema: «Un territorio come il nostro, parlo della provincia di Padova, non può essere raccontato se non nella sua complessità. Ditemi un luogo dove si può passare da un'esperienza naturalistica intensa come quella del Parco al visitare gli affreschi di Giotto in pochi km? Bisogna guardare la questione nella sua interezza, solo così si fa un salto di qualità». Bui non entra nella questione nomina, che arriva direttamente dalla Regione, ma sottolinea un aspetto: «E' singolare che si chieda a un presidente di ente cosa voglia fare dopo che lo si è nominato invece che prima». 

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