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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
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Decadimento cognitivo e Parkinson, la Regione stanzia oltre un milione e mezzo

Afferma l'assessore Lanzarin: «Con questi finanziamenti andiamo a sostenere una serie di attività che compongono vera rete di servizi strategici. La diagnosi di demenza o di malattia di Parkinson non è una definitiva esclusione dal mondo e tantomeno una condanna per il paziente e per la sua famiglia»

La Giunta regionale del Veneto, su proposta dell'assessore alla sanità e alle politiche sociali Manuela Lanzarin, ha deliberato la prosecuzione del progetto regionale “Sollievo alle persone affette da decadimento cognitivo e malattia di Parkinson”, finanziando l'attività delle varie progettualità con risorse pari a un milione e 600mila euro (di cui 247mila euro per 25 progetti nel territorio padovano).

Parkinson

Sottolinea Lanzarin: «Con la delibera approvata, il progetto continua con una nuova edizione che avrà come termine la fine d'anno del 2023. Prosegue quindi un percorso nel quale, durante gli anni, le iniziative di sostegno e sollievo nel campo del decadimento cognitivo e del Parkinson sono aumentate progressivamente fino a farne contare oggi 170 distribuite in tutta la regione. Un numero che nell'ultimo anno si è tradotto nel coinvolgimento di 4.500 persone tra partecipanti, familiari e volontari, affiancati da oltre 300 professionisti. Una realtà che nel Veneto entra a pieno titolo in un percorso, la Mappa per le Demenze, un'impostazione innovativa nella definizione dei bisogni delle persone con l'obiettivo di migliorare le cure e l'assistenza e che già abbiamo operanti gruppi attivi di pazienti». Il totale delle risorse approvate con la delibera segna un incremento del budget di 100mila euro rispetto alla annualità conclusa. Aggiunge Lanzarin: «Con questi finanziamenti andiamo a sostenere una serie di attività che compongono vera rete di servizi strategici. La diagnosi di demenza o di malattia di Parkinson non è una definitiva esclusione dal mondo e tantomeno una condanna per il paziente e per la sua famiglia. Abbiamo ormai intrapreso una strada e su di essa intendiamo continuare: invertire la rotta e dimostrare che lavorando assieme è possibile dare risposte concrete che siano di supporto e di aiuto, ma anche promuovere tutti quegli strumenti che possono contrastare lo stigma e favorire una reale inclusione».

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