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Pd sui migranti: «Se ci sarà una tendopoli a Padova, la colpa sarà di Lega e Fratelli d'Italia»

Il segretario cittadino del Pd parla dell’accoglienza diffusa nei Comuni, prevenendo l'eventuale speculazione politica di quella parte di destra che ha bocciato il modello Zaia

«Sul tema dell’accoglienza dei migranti troppa speculazione politica si è fatta in questi anni ed è surreale il dibattito
a cui stiamo assistendo in casa Lega». Il segretario cittadino del Pd Franco Corti prova ad anticipare le mosse del centrodestra, ma anche a prevenire aventuali speculazioni politiche quando (e se) anche a Padova dovesse arrivare un hub per ospitare gli immigrati.

Modello Zaia

«Un ministro degli Interni, Piantedosi, espressione della Lega, un governo a trazione Meloni/Salvini che ha smantellato un sistema di accoglienza tramite Sai che stava dando buoni risultati nella ordinata gestione del fenomeno, non si capisce su chi vogliono scaricare le responsabilità questa volta? - si chiede Corti - .Forse arriveranno a negare pure che sono in arrivo in Veneto 4000 migranti e che la cosa va gestita con saggezza? Se dicono no al modello che pure Zaia indica come migliore, ovvero l’accoglienza diffusa, stanno forse mettendo la loro firma su soluzioni inaccettabili come grandi tendopoli o maxi-hub che avrebbero gravissime conseguenze sulla comunità locali? Il segretario regionale della Lega Alberto Stefani e i numerosi sindaci leghisti e di Fratelli d’Italia che alzano in maniera scomposta e ipocrita le barricate possono pure alzare la voce per le loro questioni interne, ma non pensino che rimarremo a guardare quando non si assumeranno le loro responsabilità se
si arriverà alla costruzione di veri e propri campi profughi magari all’interno delle nostre città».

Padova

«Lo diciamo da tempo, da prima che ci fosse questa ennesima e ulteriore estate critica: servono accoglienza diffusa e collaborazione fra Prefetture e Comuni, ma in modo strutturale e non solo emergenziale. Lo dico da
subito, a Padova siam impegnati da tempo su questi temi, con i servizi sociali, collaborando con la
Diocesi, il Centro Servizi Volontariato, con progetti europei e tante realtà del settore, e se necessario e in
ottica solidaristica chiediamo all’amministrazione e al Sindaco Giordani di profondere anche sforzi
ulteriori anche rilevanti e noi non faremo mancare il nostro appoggio, ma ciò avvenga solo in un’ottica
di accoglienza diffusa e in piccoli nuclei - insisite Corti - .Vogliamo essere ben chiari, noi faremo di tutto per evitarlo, ma se e quando a Padova verrà aperto un Hub o una tendopoli a causa della mancanza di collaborazione per ragioni di politiche di calcolo o speculazione di ben note persone, come Partito Democratico avvieremo la più forte e dura campagna di informazione per spiegare ai padovani, uno per uno e casa per casa, che i veri responsabili di queste situazioni saranno i vari onorevoli Stefani, Ostellari e Bitonci che coi loro colleghi di Fratelli d’Italia non hanno voluto affrontare la realtà e saranno quindi i veri mandanti di operazioni folli di questo tipo. Lo
diremo con forza, lo diremo chiaro e lo diremo a tutti, con tutti i mezzi. Siamo inoltre certi che la
Prefettura non vorrà far cadere scelte estreme su comunità che da anni non hanno mai fatto mancare in
termini di accoglienza diffusa la loro disponibilità ad accogliere».

Le persone

«Meno di un mese fa molti amministratori locali della Provincia di Padova (86 comuni su 102) partecipavano a un
incontro di formazione promosso da Provincia e Diocesi sul tema del SAI, il Sistema di Accoglienza e Integrazione
gestito proprio dai Comuni. Attualmente centinaia di persone migranti sono già inserite nel sistema di accoglienza
della nostra città e in quell’incontro è stato espresso un concetto fondamentale: il sistema di accoglienza diffusa
esiste da decenni, si chiama SAI, permette ottimi risultati sul piano dell'inclusione sociale e lavorativa e basta solo
che i comuni vi aderiscano con semplice delibera di giunta. Certo, il SAI va finanziato dal Ministero degli Interni:
chiediamo allora a Zaia di sollecitare il ministro Piantedosi, espressione della Lega, a sbloccare i fondi al più presto - chiude il segretario dem, Franco Corti - .In ogni caso, la forte presenza di sindaci in quella sede dimostra che il tessuto sociale è più avanti delle polemiche interne alla Lega: anche la nostra città e provincia sono pronte a fare la sua parte in tema di accoglienza diffusa».

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