Quando la "medicina" si chiama pet therapy: l'emozionante esperienza nella Bassa

A Bovolenta, nel Centro Servizi Residenziali per anziani gestito da “Sereni Orizzonti”, si è appena concluso il primo ciclo di Pet Therapy che ha avuto come indiscussi protagonisti tre cani addestrati e di piccola taglia, particolarmente docili e affettuosi

Due ospiti del centro residenziale per anziani con i cagnolini protagonisti della pet therapy

A Bovolenta, nel Centro Servizi Residenziali per anziani gestito da “Sereni Orizzonti”, si è appena concluso il primo ciclo di Pet Therapy: dieci incontri settimanali particolarmente emozionanti che hanno avuto come indiscussi protagonisti tre cani addestrati e di piccola taglia, particolarmente docili e affettuosi. A condurli in struttura è stata Milena Baccaglini, operatrice qualificata del Siua, l’Istituto di formazione zooantropologica che opera da vent’anni nel settore della Pet Therapy.

RSA Bovolenta - Pet Therapy 2-2-2

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Pet therapy

Fortemente voluto dalla psicologa e dall’educatrice della struttura di “Sereni Orizzonti”, questo progetto ha riscosso un significativo successo. Per un anziano non autosufficiente è infatti molto importante poter accarezzare un cane, tenerlo in grembo, spazzolarlo, giocarci con una pallina e poterlo ricompensare con croccantini e tante coccole. Si stabilisce in questo modo un immediato contatto empatico che sollecita quelle competenze cognitive, di abilità e memoria che spesso tendono a inaridirsi con l’età avanzata. La presenza stessa di questi animali addestrati scatena reazioni emotive positive e intense, favorendo il riemergere di ricordi e la disponibilità al dialogo. Persino nel caso di ospiti affetti da Alzheimer nello stadio avanzato, chiusi in sé stessi e ormai quasi immobili, la comunicazione non verbale con un animale (accarezzare, sentire il calore e la morbidezza della pelliccia, sentirsi leccare le mani) procura un senso di sicurezza e di calma, facendo uscire per un attimo dall’apatia o dalla condizione di ansia.

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