Plateatici, attesa per il pronunciamento del Tar dopo i ricorsi. Appe: «Puntiamo all'accordo»

Il 29 gennaio il Tar Veneto deciderà se accogliere le sospensive richieste da Appe circa i provvedimenti emanati dal Comune sulle modifiche alle concessioni per gli spazi esterni

Una veduta di piazza dei Signori, tra le piazze con maggior presenza di plateatici

Grande attesa a Padova per il nuovo capitolo dell'annosa questione che vede al centro i plateatici dei locali pubblici del centro storico.

La disputa

Il Comune, sulla scorta delle indicazioni ricevute dalla Soprintendenza, ha imposto una serie di modifiche volte a ridurre gli spazi esterni per favorire la fruizione dei luoghi di interesse non soltanto ai clienti degli esercizi commerciali ma all'intera cittadinanza. Una decina di esercenti si schiera su posizioni fortemente contrarie a questa scelta facendo ricorso al Tar Veneto. Operazione supportata da Appe (Associazione provinciale pubblici esercizi) che ha messo a disposizione un team di avvocati per seguire i ricorsi contro i provvedimenti comunali e depositare in prima persona altrettanti ricorsi ad adiuvandum relativi alle singole procedure.

Il pronunciamento

Data fondamentale sarà il 29 gennaio, quando il Tar si pronuncerà in merito alla sospensiva richiesta proprio da Appe. «L'abbiamo chiesta per sospendere i provvedimenti relativi ai singoli casi degli esercenti che hanno presentato ricorso» spiega il segretario Filippo Segato «Così in attesa del giudizio potranno continuare a lavorare senza sottostare ai nuovi pesanti vincoli importi dal Comune». Se la sospensiva venisse negata, non significherebbe però perdere il ricorso: «Il pronunciamento del giudice prevede una valutazione solo sommaria: potrebbe quindi negare la sospensiva e, in seguito, accogliere i ricorsi» specifica Segato «Se invece la sospensiva dovesse essere accolta potrebbe essere un buon viatico per poterci sedere con maggiore forza contrattuale attorno al tavolo con i rappresentanti di Comune, Soprintendenza e
Regione per concordare una linea condivisa».

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Si punta all'accordo

L'accordo condiviso è da sempre l'obiettivo di Appe, che contrasta nettamente i provvedimenti «Calati dall’alto dalla Soprintendenza. Siamo sempre stati disponibili a intercedere con i baristi affinché i ricorsi vengano ritirati nel momento in cui venga raggiunto un accordo comune fra tutti gli attori in gioco. Sembra che con il nuovo soprintendente ci siano buoni margini» auspica il segretario dell'associazione.

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