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Istituto Barbarigo, il nuovo preside è Giovanni Ponchio

Giovanni Ponchio prende il testimone da don Cesare Contarini, che dallo scorso novembre è parroco di San Lorenzo di Albignasego e che mantiene però il ruolo di rettore dell’Istituto Barbarigo

Giovanni Ponchio, 69 anni, aponense con alle spalle una lunga carriera scolastica come docente di italiano storia e filosofia all’Istituto Barbarigo prima (1977-1999) e all’Istituto Don Bosco poi (2010-2018) dove ha ricoperto anche il ruolo di preside vicario, e una consistente esperienza nella pubblica amministrazione e in ambito ecclesiale, è stato nominato dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, (con decreto di lunedì 2 agosto 2021) coordinatore didattico (preside) dell’Istituto vescovile Barbarigo, scuola paritaria che nel 2019 ha celebrato il primo centenario di vita e attività.

La nomina

Giovanni Ponchio prende il testimone da don Cesare Contarini che dallo scorso novembre è parroco di San Lorenzo di Albignasego e coordinatore della collaborazione pastorale di Lion e San Giacomo sempre nel territorio di Albignasego. Don Contarini mantiene però il ruolo di rettore dell’Istituto Barbarigo, rappresentando legalmente l’Istituto a nome del vescovo Cipolla. «La richiesta del vescovo - commenta Giovanni Ponchio - mi è giunta inaspettata, ma mi ha riempito di gioia. Per me il Barbarigo ha da sempre rappresentato una famiglia, una casa e, tornarvi come dirigente scolastico è una soddisfazione oltre che una responsabilità grande: raccolgo un’eredità straordinaria fatta di 100 e più anni di storia, ma soprattutto l’opera preziosa compiuta da don Cesare - cui mi lega una profonda amicizia fin dai tempi in cui siamo stati colleghi - e dai suoi collaboratori. Il vescovo mi ha ricordato che il Barbarigo è la “scuola del vescovo”, rappresenta cioè l’espressione più alta dell’impegno della Chiesa di Padova nell’educare e per questo mi ha raccomandato di continuare a lavorare perché sia sempre di più scuola al servizio della persona, scuola cattolica e diocesana, in costante dialogo con la città e la società civile». Felice della scelta anche don Cesare Contarini: «La nomina di Giovanni Ponchio è segno di grande attenzione per il Barbarigo. Il nuovo preside è persona di alta statura culturale e didattica e sicuramente aiuterà l’Istituto a crescere ancora di più come scuola attenta alle sollecitazioni dei tempi e capace di mettere i ragazzi e i docenti nelle condizioni di dare il meglio di loro stessi e di far sentire a casa le famiglie. Mi mancherà il contatto diretto e quotidiano con gli studenti, il personale e le famiglie ma, anche se il mio ruolo sarà diverso, continuerò ad accompagnare il Barbarigo con impegno e responsabilità».

Istituto Barbarigo

Il vescovo Cipolla consegna al coordinamento didattico del professor Ponchio una scuola all’avanguardia che ha raggiunto il traguardo del secolo di vita nel 2019 con una nutrita serie di eventi a livello cittadino e l’indimenticabile Udienza di Papa Francesco (23 marzo 2019) in Aula Paolo VI. Il Barbarigo in questi anni si è completamente rinnovato nelle strutture e nelle dotazioni, in particolare quelle multimediali, che si sono dimostrate fondamentali nel far fronte con tempestività alla DAD, imposta dalla pandemia da Covid-19. Inoltre l’Istituto grazie alla razionalizzazione dei costi e a un’oculata gestione, ha raggiunto il pareggio di bilancio, potendo anche garantire un carnet di borse di studio per alunni meritevoli ma non in grado di far fronte al contributo richiesto alle famiglie e l’accantonamento di quanto necessario per la manutenzione ordinaria e straordinaria del complesso. Il vero punto di forza dell’Istituto sono gli alunni che in questi ultimi anni hanno superato le 330 unità, coprendo i quattro corsi attivati nella Scuola superiore di secondo grado (classico, scientifico, scientifico scienze applicate, tecnico-economico) e la Scuola superiore di primo grado. Altrettanto fondamentali sono il corpo docente composto da persone altamente preparate che condividono il progetto educativo della scuola diocesana, e gli ex allievi, grandi protagonisti del Centenario e molto attivi sul piano delle iniziative a sostegno della scuola. «La Chiesa di Padova - sottolinea don Lorenzo Celi, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale dell’educazione e della scuola, nonché assistente spirituale dell’Istituto vescovile - guarda con grande speranza al lavoro del Barbarigo, come delle altre scuole cattoliche presenti sul territorio diocesano: sono uno strumento importante per accompagnare i giovani e i loro genitori nella crescita, offrendo una lettura a tutto tondo della realtà a partire dai valori umani culturali e spirituali che animano la missione della Chiesa per la scuola e la società tutta».

Giovanni Ponchio

Giovanni Ponchio, 69 anni, dal 1977 al 1999 ha insegnato italiano, storia e filosofia all’Istituto Barbarigo, per passare poi all’Istituto Don Bosco dove, dal 2010 al 2018 è stato anche preside vicario. Ha ricoperto la carica di assessore alla cultura e alla pubblica istruzione del Comune di Abano Terme di cui è stato sindaco tra il 2001 e il 2005. Membro di Comitati scientifici di vari enti culturali del territorio patavino, dal 2012 presiede il Consorzio delle Biblioteche padovane ed è membro del Comitato direttivo della Palestra di Botta e Risposta – Associazione per la Cultura e la Promozione del Dibattito (ACPD). Grande appassionato di storia e dell’opera di Dante, vanta al suo attivo alcune pubblicazioni tra cui Cultura radicale e società politica in Italia, Padova 1985; Tempo civile e tempo ecclesiale, Padova 1999; Il volo di Gerione, Padova 2019. Costante anche il suo impegno in ambito ecclesiale, sia a livello diocesano sia nazionale: direttore della scuola di formazione all’impegno sociale e politico dal 1993 al 2001, è dal 2018 membro della Presidenza del Consiglio pastorale diocesano e da maggio 2021 fa parte della Commissione preparatoria del Sinodo diocesano. Dal 1998 al 2001 ha svolto, su incarico della Conferenza episcopale italiana, il servizio di coordinatore delle 60 scuole di formazione socio-politica attivate dalle diocesi italiane ed è stato membro del gruppo di studio “Etica e Finanza” dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro.

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