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Legambiente Padova scrive al Soprintendente Tiné: «Via il parcheggio dalla Prandina»

Affermano Sandro Ginestri e Sergio Lironi, rispettivamente presidente e presidente onorario di Legambiente Padova: «Le chiediamo di voler intervenire presso l’amministrazione comunale affinché predisponga quanto prima, anche attraverso apposito concorso pubblico, il progetto di sistemazione complessiva dell’area a parco urbano»

«Le chiediamo di voler intervenire presso l’amministrazione comunale affinché predisponga quanto prima, anche attraverso apposito concorso pubblico, il progetto di sistemazione complessiva dell’area a parco urbano, escludendo ogni ipotesi di suo utilizzo a parcheggio, provvedendo però nel contempo in tempi certi e con urgenza alla messa in sicurezza degli stabili vincolati e all’eliminazione dell’attuale parcheggio “provvisorio” in quanto deturpa un luogo di grande rilevanza per la storia e l’immagine della nostra città»: questa la richiesta contenuta nella lettera inviata al Soprintendente Vincenzo Tiné e firmata da Sandro Ginestri e Sergio Lironi, rispettivamente presidente e presidente onorario di Legambiente Padova.

Parco Prandina

Spiegano da Legambiente: «Dal giugno 2018 il Comune di Padova ha prima ricevuto in consegna dall’Agenzia del demanio e, successivamente acquisito in via definitiva la proprietà di una consistente parte (circa 35.mila mq) dell’ex Caserma Prandina, con l’esplicita finalità, stabilita dalla legge 542 del 10 luglio 1971, di destinarla a parco pubblico. In realtà il Comune già nel dicembre 2018, in occasione delle festività natalizie, ha attrezzato a parcheggio “in via provvisoria” gran parte delle aree scoperte dell’area acquisita. Una destinazione “provvisoria” che in realtà nei mesi e negli anni successivi è di fatto divenuta permanente, mentre nel contempo nulla si è fatto per recuperare e restaurare gli stabili soggetti a vincolo monumentale o anche solo per metterli in sicurezza arrestandone il degrado ed il possibile crollo».

Legambiente Padova

«Le destinazione a parcheggio, ormai non più provvisoria bensì stabile da oltre quattro anni - dichiara Sergio Lironi, Presidente Onorario di Legambiente Padova - genera un grave danno all’immagine dei luoghi impedendo altresì la fruizione da parte dei cittadini e risulta, a nostro giudizio, in netto contrasto sia con i vincoli di tutela relativi all’area stabiliti con apposito decreto della Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Veneto - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, sia con la specifica destinazione a verde pubblico da sempre definita dai piani regolatori di Padova». Gli articoli 20 e 21 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio stabiliscono che i beni culturali sottoposti a vincolo non possono essere adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico e l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere è subordinata ad autorizzazione del soprintendente, «chiediamo quindi se sia mai stata avanzata una istanza da parte del Comune per la realizzazione dell’attuale parcheggio e nel caso se detta autorizzazione sia mai stata concessa - prosegue Sandro Ginestri, Presidente di Legambiente Padova - se ciò non è mai avvenuto, considerato che, dopo quattro anni e senza che sia mai stato definito alcun futuro limite temporale, la destinazione a parcheggio di gran parte dell’area dell’ex caserma Prandina appare tutt’altro che temporanea, pertanto invitiamo il Sovrintendente a intervenire presso l’Amministrazione Comunale affinché predisponga quanto prima, anche attraverso apposito concorso pubblico, il progetto di sistemazione complessiva dell’area a parco urbano, escludendo ogni ipotesi di suo utilizzo a parcheggio, provvedendo però nel contempo in tempi certi e con urgenza alla messa in sicurezza degli stabili vincolati e all’eliminazione dell’attuale parcheggio “provvisorio” in quanto deturpa un luogo di grande rilevanza per la storia e l’immagine della nostra città”. Interventi necessari, conclude la nota di Legambiente - anche al fine di avviare un processo di conoscenza, di riscoperta del valore storico, naturalistico e simbolico dei luoghi, di graduale riappropriazione e utilizzo degli spazi da parte dei cittadini, preliminare all’elaborazione partecipata di un vero e proprio organico progetto di recupero e rigenerazione urbana.

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