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La solidarietà non si ferma: cinque rinomati chef alle cucine popolari per il pranzo di Natale

Un gesto che ha un doppio significato in questo periodo storico tanto particolare: sostenere chi è in difficoltà non solo oggi, ma anche in futuro, e rappresentare una categoria di ristoratori nuova che ha voglia di aiutare e regalare un sorriso non solo ai clienti, ma anche a chi ne ha bisogno

La solidarietà non si ferma e, sebbene la categoria sia in un momento storico tanto particolare e unico, a mettersi a disposizione son ben cinque tra i principali protagonisti dell’enogastronomia patavina. Parliamo di Andrea Valentinetti di Radici Terra e Gusto, Pino Romano dell’Enotavola Pino, Stefania Martinato l’anima del ristorante Belle Parti, lo chef Davide Di Rocco del Ca’ Matta a Noale e, infine, Alberto Salmaso dell’EnoGastronomia da Emilio. Cinque supereroi o meglio, cinque Babbi Natale che portano con loro un regalo unico: l’aiuto alle cucine popolari di Padova. Come? Preparando il pranzo del 25 dicembre.

Il pranzo del giorno di Natale

Guidati e diretti da suor Albina Zandonà, il primo piatto nel giorno di Natale non poteva che essere un pasticcio di carne. Una pietanza che per molti ricorda quello spirito familiare che tutti vorrebbero assaporare il 25 dicembre, ma che per vari motivi ci si ritrova spesso a sognare e mai a vivere. Un po’ per ciascuno e i cinque chef si son ritrovati loro stessi a condividere e a mettere insieme il risultato del loro lavoro.

«Non solo oggi, ma anche in futuro»

Non è la prima volta che i grandi chef padovani si uniscono per dare una mano. A collaborare già dal Salone dei Sapori, due anni fa con Andrea Tonello, l'impegno è proseguito poi con il Natale, il primo maggio, poi Pasqua e infine oggi. «Questo ultimo evento - ci confida Andrea Valentinetti di Radici Terra e Gusto - è nato da un gruppo di amici, qualche messaggio su WhatsApp. Vero è che durante l’anno spesso ci troviamo a portare qualcosa a suor Albina, non è un impegno una tantum, anzi. Abbiamo scelto di fare questo gesto a Natale perché volevamo dare un ulteriore esempio e un ulteriore segnale di cos’è la ristorazione vera, seria, che lotta, che non molla mai, che ha voglia di cucinare per i propri clienti e di portare il sorriso. Noi facciamo parte di una ristorazione che aiuta, noi cinque rappresentiamo coloro che vogliono fare del bene ed è così che vogliamo possa sempre essere rappresentata la categoria. Nonostante le difficoltà, l’impegno è quello di fare sempre del bene, non solo oggi, ma anche in futuro».

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