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Un giovane Matteo Messina Denaro in una delle rare immagini in cui compare

Un giovane Matteo Messina Denaro in una delle rare immagini in cui compare

Preferenza a Matteo Messina Denaro: il voto del consigliere misterioso finisce in Procura

La nomina del garante per i detenuti oltre a trovare intoppi dovuti a beghe nella maggioranza si aggiunge di un nuovo brutto capitolo che rischia di avere strascichi legali

Il voto che dovrebbe portare all’elezione del garante per i detenuti oltre che a trovare intoppi in beghe che coinvolgono anche consiglieri della maggioranza ha prodotto anche una brutta pagina per la politica cittadina. Tra i voti espressi dai consiglieri comunali, uno di questi indicava la preferenza verso il latitante italiano per eccellenza, il boss dei boss Matteo Messina Denaro. Lo scrutinio segreto non consente di avere certezza di chi sia stato a compiere l'atto e in tanti si domandano chi potrebbe essere stato. 

Procura

All’amministrazione comunale l’episodio non è affatto piaciuto e anzi, rischia di avere dei risvolti legali. Come spiega l’assessore alla sicurezza con delega alla legalità, l’avvocato Diego Bonavina, c’è la possibilità che il fatto costituisca reato, visto che anche per l’eco mediatico che la vicenda sta avendo, è ipotizzabile il reato di lesione della reputazione dell’amministrazione comunale e dell’intero consiglio. Non usa mezzi termini, quindi, l’assessore Diego Bonavina: «La nostra è una posizione di grave condanna rispetto a questo fatto. Il Consiglio Comunale rappresenta tutta la città di Padova. Reputo molto grave quanto accaduto. Io che ho la delega alla legalità sto pensando di rivolgermi alla Procura della Repubblica. Io mi sono sentito offeso e come me credo si siano offesi tutti i cittadini. In questo modo si prendono in giro, e a noi questo non va affatto bene. Il Consiglio Comunale non è un luogo dove si può scherzare». Facciamo notare che il consigliere elettore non ha scelto un personaggio buffo, uno sportivo o una star ma un mafioso, il mafioso per eccellenza. «Questa è una indicazione precisa dalla quale vogliamo prendere le distanze con forza». Parole forti sulla vicenda le ha spese anche l'assessora Francesca Benciolini: «Su un tema così delicato non si può scherzare, figuriamoci evocare figure un mafioso. Si votava per eleggere il garante dei detenuti, la cosa è quindi ancora più grave».

Dimissioni

Per comprendere quanto disagio ha provocato questa vicenda tra i consiglieri c’è la rabbia del leghista Alain Luciani che non ha trovato nulla di divertente in questa vicenda che anzi lo ha offeso moltissimo tanto che ha annunciato una «segnalazione all’antimafia». Anche il consigliere dei 5 Stelle, Giacomo Cusumano, ha posto l’accento sulla gravità del fatto: «Come ho chiesto per la Donazzan le dimissioni dopo aver cantato Faccetta Nera, non posso che fare lo stesso per chi ha compiuto questo gesto. Certo non c’è una legge che lo impone ma sarebbe dignitoso da parte sua che si dimettesse». Il consigliere non si sbilancia su chi può aver compiuto questo scivolone anche se fa notare che non sarebbe così difficile risalire a chi ha scritto Matteo Messina Denaro sulla scheda: «E’ un po come il segreto di Pulcinella il fatto che l’autore rimanga sconosciuto». 

Libera

A tal proposito si è fatta sentire anche l’associazione Libera: «E’ nostro dovere come cittadini, e come Associazione, richiamare duramente chi ci rappresenta nelle Istituzioni all'Etica della responsabilità. Chi ci rappresenta nelle Istituzioni, l'organismo Politico, non può avere un componente che non sa distinguere tra il bene e il male, non può avere un componente analfabeta dei diritti, che non conosce la Costituzione, che non ha memoria, che non ha dignità, che non ha rispetto.Chi ha fatto questo gesto dev'essere individuato, deve chiedere scusa alla buona politica, e si deve immediatamente dimettere!Alla buona politica chiediamo di isolare e denunciare queste condotte spregevoli, e di vigilare affinché non accadano mai più episodi come questo».

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