Ricerca: il docente padovano Andrea Alimonti vince il Premio Robert Wenner

Ricercatore dell’Istituto Veneto di Medicina Molecolare e dell’Università di Padova vince il Premio della Lega svizzera contro il cancro. Alla sua ricerca andranno 100mia franchi

Il momento della premiazione

Il professor Andrea Alimonti, Group Leader all’Istituto Veneto di Medicina Molecolare (VIMM) a Padova e all’Institute of Oncology Research (IOR) a Bellinzona (Svizzera), professore ordinario di farmacologia all’Università di Padova e di oncologia all’Università della Svizzera Italiana, ha ritirato a Berna il Premio Robert Wenner, conferitogli dalla Lega svizzera contro il cancro come riconoscimento per i suoi importanti studi sul tumore. Il premio, organizzato ogni due anni grazie al lascito testamentario del ginecologo basilese Robert Wenner, deceduto nel 1979, assegna 100mila franchi svizzeri a giovani ricercatori con età inferiore ai 45 anni come riconoscimento per lavori di ricerca di elevato valore scientifico e come contributo per un progetto di ricerca in corso.

Le ricerche e il premio

Il professor Alimonti, che a Padova ha il suo gruppo di ricerca impegnato al VIMM, braccio operativo della Fondazione Ricerca Biomedica Avanzata, è un ricercatore di livello internazionale riconosciuto per i suoi studi sui meccanismi che regolano la senescenza tumorale, per lo studio della progressione tumorale e l’identificazione di nuove terapie per la cura del tumore alla prostata. La sua ricerca sul gene oncosoppressore PTEN ha portato allo sviluppo di una nuova strategia terapeutica per combattere il cancro, che consiste nell’attivazione della senescenza (un tipo di invecchiamento accelerato delle cellule) nelle cellule tumorali inibendone in modo irreversibile la loro proliferazione. Durante le sue ricerche il professor Alimonti ha anche scoperto che nel tumore esiste un tipo ci cellule immunitarie, chiamate MDSCs (myeloid-derived suppressor cells) in grado di antagonizzare la senescenza causata da chemioterapia e promuovere la ricaduta della malattia dopo un’iniziale risposta. Le cellule mieloidi soppressorie possono causare anche la resistenza all’ormonoterapia tramite il rilascio di IL23 nel microambiente tumorale.

Metabolismo del cancro

Grazie a queste scoperte, attualmente sono attivi due studi clinici in cui ricercatori di tutto il mondo stanno testando terapie in grado di bloccare le cellule mieloidi o inibire IL23 in pazienti affetti da carcinoma della prostata metastatico. Un altro risultato recente e significativo è stato nel campo del metabolismo del cancro: il professor Alimonti ha scoperto una nuova via che controlla la lipogenesi, cioè la sintesi degli acidi grassi, nelle cellule tumorali. Inibire questa via è una nuova strategia terapeutica per colpire il tumore. Per queste importanti scoperte ieri a Berna il professore è stato premiato dalla Lega svizzera contro il cancro: «Ho deciso di dedicare la mia vita professionale alla ricerca – ci spiega Alimonti – così da portare alla sperimentazione clinica scoperte che potrebbero cambiare il decorso di malattie fino a oggi incurabili: questi studi, che mi hanno portato a vincere questo prestigioso premio, sono motivo di grande soddisfazione. Investirò il premio ricevuto per approfondire le mie ricerche contro il cancro». Una grande soddisfazione per il VIMM e l’Università di Padova, che hanno il piacere di accogliere un ricercatore di livello internazionale.

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