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Il presepe delle Officine Facco

Il presepe delle Officine Facco

Un presepe per la Siria: l'omaggio delle Officine Facco

L'azienda di Marsango di Campo San Martino leader mondiale negli impianti avicoli è presente in Siria dal 1974, e il presidente Massimo Finco ha voluto donare un presepe con precisi riferimenti al Paese segnato dal conflitto

Un «mirabile segno», lo ha definito Papa Francesco, da portare «nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze» per riproporre la bellezza della nostra fede con semplicità, l’identità aperta ed accogliente. E il messaggio è stato accolto da Officine Facco, azienda di Marsango di Campo San Martino leader mondiale negli impianti avicoli, dove il presidente Massimo Finco ha donato all’azienda un presepe speciale per Natale. Un racconto che parla di sacralità, ma anche dei valori dell’azienda, di condivisione e multiculturalità e rivolge un pensiero alla triste realtà dei Paesi in guerra, come la Siria, segnata da otto anni di conflitti, a cui è legata la storia di Facco, presente in Siria dal 1974.

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Il presepe

Spiega Massimo Finco: «Il presepe è una tradizione a cui teniamo molto. Nel rinnovare la sede abbiamo creato uno spazio che utilizziamo per condividere messaggi importanti con le nostre persone, e che ci permette sotto le feste di accogliere un presepe molto articolato. Quest’anno ho realizzato un’idea che avevo in animo da tempo, inserendovi il racconto del nostro passato legato alla Siria, paese che ho nel cuore, e ricreando un legame con la nostra terra. Il presepe ha anche fatto da sfondo alla tradizionale giornata di attività e giochi a tema natalizio, per i figli del personale, che così visitano i luoghi di lavoro di mamma e papà». L’allestimento prevede, di fianco al tradizionale scenario, con pecore e galline - richiami a Marsango dove 60 anni fa nacque l’azienda - la riproduzione della chiesa di San Prosdocimo, affiancata alla gradinata di ingresso della cittadella di Aleppo, monumento storico il cui fulcro è una fortezza medievale. «Proprio da quell’ingresso - ricorda Finco - entravamo in città negli anni in cui abbiamo iniziato a lavorare con la Siria. Ho fatto ricreare, grazie alle foto dei nostri archivi, anche l’antica casa della Città Vecchia dove alloggiavamo, che all’epoca era una tavolozza di colori e di giardini rigogliosi». È proprio un ponte, simbolo del transito, che ricollega il luogo della nascita di Gesù a un villaggio siriano, con una moschea dal cui minareto il Muezzin richiamava alla preghiera, e un vero stabilimento Facco riprodotti con grande attenzione ai dettagli, che discretamente si inseriscono nel contesto religioso della rappresentazione. Un intrecciarsi di simboli, storia vissuta e condivisa con persone, da Damasco ad Aleppo, Maarat al-Numan, Latakia, Ugarit che tutta Facco ha nel cuore, e richiamo al valore della multiculturalità.

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Siria

«Siamo un’azienda internazionale, che deve la sua forza non solo al nostro impegno e passione, ma anche al viaggio, al dialogo e alle relazioni profonde e durature che abbiamo in oltre 70 paesi. La diversità, dentro e fuori, ci ha resi forti, attenti alle necessità di tutti. In azienda parliamo 12 lingue diverse grazie alle nostre persone; ogni giorno qualcuno di noi è in viaggio verso mete lontane oppure accogliamo clienti da ogni parte del mondo. A loro abbiamo riservato spazi dedicati nella nostra sede, nel rispetto delle necessità, anche religiose di tutti. Questa cultura del rispetto ci identifica». E proprio nel rispetto della tradizione, non mancano nell’allestimento anche alcuni simboli importanti, come il Forno, dove il pane è un riferimento a Cristo, il pane della vita; le Palme, alberi della vita che Dio aveva creato nel giardino dell’Eden, considerate l’albero della pace, dell’abbondanza e della vittoria, tipica dell’area culturale medio-orientale; la Noria, la grande ruota idraulica che conduceva l’acqua alle abitazioni della città di Hama. E in questo progetto sono raccontati con semplicità e grande passione anche quei passaggi che hanno reso l’azienda un luogo speciale, a Marsango e nel mondo.

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