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Jenny, Samuele e il piccolo Alessandro

Jenny, Samuele e il piccolo Alessandro

Dalla paura del Covid alla gioia del Natale: a Villa del Conte il presepe vivente della rinascita

A interpretare la Sacra Famiglia saranno Jenny, Samuele e il piccolo Alessandro, nato in primavera con la mamma positiva al Coronavirus

A Villa del Conte il Presepe si fa vivente, e rappresenta l’autentica rinascita in tempo di Coronavirus.

Presepe vivente

La Sacra Famiglia è formata da mamma Jenny, papà Samuele e il piccolo Alessandro. Era la scorsa primavera quando Jenny, colpita da Covid-19, ha partorito il suo Alessandro: stante il quadro clinico della donna, i medici hanno preferito indurre il parto al sesto mese di gravidanza. Il bambino è perciò venuto al mondo in pieno lockdown con tre mesi di anticipo, alla 25esima settimana di gestazione, con un peso al di sotto del chilogrammo. Oggi Alessandro ha otto mesi e gode di ottima salute, come la sua mamma, guarita dal Covid. Lo speciale Presepe ha reso ancora più bella e significativa la cerimonia di raccoglimento e preghiera tenutasi nel pomeriggio di sabato 5 dicembre in Piazza Vittoria.

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Villa del Conte

«Quest'anno non potendo accogliere in presenza i nostri piccoli e grandi cittadini durante il momento di avvio delle Festività, ho pensato soprattutto a tutte le nostre famiglie che hanno affrontato il virus e hanno vinto, e con loro a tutta la comunità che è sempre stata unita e responsabile»: con queste parole il sindaco Antonella Argenti ha provveduto all’accensione dei due alberi di Natale che svettano in centro storico, cerimonia “senza pubblico” avvenuta in diretta Facebook nella pagina istituzionale del paese. «La diretta streaming nulla toglie alla profondità del momento di preghiera e di speranza, avvenuto alla presenza non solo dei rappresentati dell'amministrazione e delle associazioni, ma anche dei gruppi di volontariato locale. La colonna sonora del momento di raccoglimento, impreziosito dalla colorata e festosa presenza di Babbo Natale, è stata il dolce canto di una artista comitense Viviana. Indimenticabile il Presepio vivente, cuore del nostro modo di concepire la comunità, come un silenzioso, grande abbraccio. Silenzioso perché non c’è niente da aggiungere. Ho chiesto a questa meravigliosa famiglia di essere testimonianza di speranza per la battaglia che hanno condotto con grande dignità e forza, e rivendendoli oggi ho versato lacrime di gioia nel constatare che la vita vince su tutto. Il "nostro Gesù" dal sorriso contagioso e dal occhi vispissimi, la nostra preghiera vivente. Di gioia e di ringraziamento infinito. Questo tributo alla vita - conclude il sindaco Argenti - vuole essere una forte segnale di vicinanza alle famiglie che stanno ancora affrontando questa o altre malattia. La preghiera più forte la riserviamo ai due comitensi che non ce l'hanno fatta, durante la prima fase di pandemia».

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