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Domenica, 14 Aprile 2024
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Coldiretti: «Prezzo del latte ai produttori troppo basso per fronteggiare la crisi»

Maurizio Canton, dirigente di Coldiretti Padova e allevatore di San Pietro in Gu, ha partecipato alla consulta zootecnica di Coldiretti Veneto per fare il punto della situazione del comparto

Settore latte, regna l’incertezza di fronte alle speculazioni mentre il prezzo riconosciuto ai produttori è ancora troppo basso per far fronte all’impennata dei prezzi, al punto che numerosi allevamenti stanno pensando seriamente alla chiusura. È quanto è emerso durante la consulta zootecnica di Coldiretti Veneto per fare il punto della situazione del comparto. Ora i produttori di latte chiedono la convocazione del tavolo regionale della filiera, per invocare il rispetto di patti e fermare la speculazione in atto sul prezzo del latte alla stalla. 

Il settore caseario

Maurizio Canton, dirigente di Coldiretti Padova e allevatore di San Pietro in Gu, ha partecipato alla consulta e fa il punto sulla situazione nell’Alta padovana, dove si concentra la maggioranza degli allevamenti da latte: «Ormai i contratti con le imprese di trasformazione vengono fissati di mese in mese, a conferma dell’incertezza di queste settimane, in cui tutti navigano a vista - spiega - Al momento i caseifici che producono Grana Padano stanno pagando da i 44 e i 45 centesimi al litro, più l’Iva e la qualità. Sotto a questa cifra gli allevamenti sono in perdita perché devono fare i contri con l’aumento generalizzato delle materie prime e dei costi energetici. In sostanza i 45 centesimi al litro di oggi equivalgono ai 38 dello scorso anno, perché al produttore resta in tasca sempre meno». Canton non nasconde che di fronte a questa situazione ci sono allevatori che stanno seriamente pensando di portare il bestiame al macello e chiudere le stalle: «Specialmente le aziende di medie dimensioni, a conduzione familiare, si trovano in difficoltà e stanno valutando di cessare l’attività. Sarebbe una grave perdita per l’economia del nostro territorio basata proprio su questa tipologia di allevamenti. Senza contare che c’è il rischio di un calo di produzione di latte che metterebbe in difficoltà i principali caseifici. Nella consulta di Coldiretti abbiamo ribadito - aggiunge Canton - che è tempo di riconoscere il giusto valore al lavoro e alla dignità degli allevatori. Occorre mettere insieme tutti i soggetti coinvolti: dagli agricoltori ai trasformatori fino alla grande distribuzione. Le imprese agricole sono strozzate dai continui aumenti dei costi di produzione non compensati da un prezzo di vendita adeguato e in molti casi si trovano costretti ormai da mesi a vendere sottocosto per effetto di dinamiche speculative che ricadono interamente sulle loro spalle. Non si può più perdere tempo  serve una presa d’atto collettiva prima che sia troppo tardi. In gioco c’è il futuro di un settore che solo nel nostro territorio conta centinaia di aziende.  Il rischio è la chiusura delle stalle con la perdita di un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto di persone impegnate a combattere, spesso da intere generazioni, lo spopolamento e il degrado». Il settore lattiero caseario della nostra provincia conta, specie nell’Alta padovana e Destra Brenta, circa 500 aziende con un fatturato di poco meno di 90 milioni di euro, circa 40 mila vacche da latte, e una produzione di 2 milioni 140 mila quintali di latte l’anno, un quinto del totale veneto, destinato per lo più alla produzione di formaggi Dop e di latticini. 

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