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Rettore e sindaco di fronte al plastico

Rettore e sindaco di fronte al plastico

Piave Futura, svelato il progetto che cambierà il volto dell'ex caserma di Padova

Presentato (con tanto di plastico) il progetto che andrà a dare il nuovo volto al Campus delle Scienze sociali ed economiche dell’Università di Padova

Ex Caserma Piave, la Commissione ha individuato il progetto che andrà a dare il nuovo volto al Campus delle Scienze sociali ed economiche dell’Università di Padova. Lo ha presentato al sindaco Sergio Giordani e alla stampa, il rettore Rosario Rizzuto. 

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Svelati tutti i particolari del progetto, grazie alla disponibilità di un plastico che mostra dettagliatamente come apparirà l'area una volta realizzate le strutture e l'intera opera. Ora bisogna solo attendere di sapere chi si aggiudicherà l'appalto per renderla reale. 

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Questo invece il giudizio sintetico e la motivazione fornita dalla giuria sulla scelta del progetto vincitore di PiaveFutura: “La Commissione, nel giudicare, ha preso in considerazione preliminarmente i caratteri architettonici della Caserma Piave, il suo sedime (entrambi oggetto di notifica di valore culturale) ed il contesto urbano circostante. Questo, collocato fra la cinta delle mura medievali e l’ampliamento costituito dalle mura rinascimentali, si presenta come storicamente caratterizzato da un’occupazione edilizia non fitta. Se poi si considerano l’adiacente monastero delle Visitandine ed il sito della Caserma Prandina si può vedere come la natura del luogo sia qualificata da una rarefazione edilizia e quindi dalla presenza di ampi spazi inedificati. Questo è un carattere morfologico tipico anche del complesso della Caserma Piave. Quindi, fra i 10 progetti esaminati, tutti meritevoli di attenzione ed architettonicamente pregevoli, analizzandoli uno ad uno, secondo i criteri individuati dal disciplinare, la Commissione ha attribuito i punteggi, individuando così i primi 3 a cui conferire il premio. Il progetto primo classificato, identificato dal codice X2X843, risponde, in maniera essenziale ed innovativa, alla difficile esigenza di combinare il rispetto del monumento vincolato (anche nel suo sedime, quindi nei suoi spazi liberi e nella relazione visiva fra le parti, compresa la menzionata “rarefazione” costruttiva) con l’immissione di una realtà architettonica contemporanea, necessaria a risolvere i cogenti problemi funzionali e distributivi richiesti da un insediamento universitario. Inoltre sceglie una dimensione che, avvalendosi anche di un attento uso di spazi e volumi interrati, si mantiene molto misurata e piuttosto bassa, senza modificare le vedute dall’esterno verso il sito della Caserma e lo sky-line urbano. Garantisce una piena fluidità degli spazi esterni e conserva totalmente libero il sito dell’antica chiesa di Sant’Agostino, demolita agli inizi dell’Ottocento. Sito che potrebbe essere, in futuro, oggetto di scavo archeologico ed anche di sistemazione architettonica. Assicura, infine, buona fruibilità degli spazi, costi parametrici ragionevoli di esecuzione, contenimento dei costi di gestione e manutenzione e quindi rappresenta un punto di equilibrio fra le nuove esigenze di espansione di alcuni Dipartimenti universitari e quelle di tutela, esplicitate nello strumento di vincolo. In ultimo, si osserva che il progetto ben si sofferma sulle esigenze e particolarità del restauro e degli edifici storici a diverso titolo facenti parte dell’ex Caserma Piave, contemperando al meglio le diverse qualità e scelte esplicitate in sede concorsuale. In sede di effettiva definizione del progetto di fattibilità, l’idea sviluppata in sede concorsuale potrà essere ulteriormente affinata tramite un serrato rapporto con gli organi dell’Università ed anche un fruttuoso dialogo con gli uffici dell’Amministrazione Statale di tutela".

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