Martedì, 21 Settembre 2021
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Lettera alla Regione e didattica davanti alle scuole: nuovo (doppio) flash mob in città

Anche venerdì 11 dicembre non sono mancati all’appello numerosi ragazzi e docenti che hanno seguito davanti alle loro scuole superiori le lezioni in modalità telematica

Anche venerdì 11 dicembre, non sono mancati all’appello numerosi ragazzi e docenti che hanno seguito davanti alle loro scuole le lezioni in telematica. Così, a Padova come nelle città principali del Veneto, i ragazzi e le ragazze della Rete degli Studenti Medi, collaborando con Priorità alla Scuola, chiedono a gran voce un ritorno tra i banchi pianificato e sicuro, muovendo in tal modo profonde critiche all’operato del Ministero e della Regione riguardo la pianificazione e la gestione delle tematiche scolastiche, oltre a sollecitare una possibilità di incontro e colloquio con le parti coinvolte, in primis l’assessora all’Istruzione Elena Donazzan.

Protesta

Dichiara Danilo Amedei, responsabile della Rete degli Studenti Medi di Padova: «Il nostro messaggio questa volte vuole essere ancora più forte e significativo: finalmente torna in ballo la discussione su un possibile ritorno a scuola, siamo felici ma non soddisfatti. Non vogliamo che si cada in errore: questo è il momento per rilanciare e concretizzare un’idea di scuola che sia veramente a misura di ogni studente e studentessa, che non risulti opprimente alimentando il già preoccupante dato di abbandono scolastico nella nostra regione e nel nostro Paese. L’abbiamo spiegato nel dettaglio in una lettera, inviata alla Regione, che vede riassunti i temi principali in cui è necessario si ponga l’attenzione mirata di politici e media. Lo diciamo chiaro e tondo: la scuola che vogliamo trovare a gennaio, non è quella di settembre, men che meno quella che abbiamo visto svuotarsi a febbraio, a inizio pandemia». Davanti alle scuole superiori Gramsci e Leonardo Da Vinci, oltre a studenti muniti di quaderni, computer e cuffiette, è stata affissa simbolicamente anche la grande lettera inviata alla Regione che tocca svariati temi, come i trasporti pubblici, l’edilizia scolastica, la salute psicologica, il diritto allo studio, fino a rimarcare uno dei grandi progetti che ha visto coinvolta la Rete degli Studenti Medi del Veneto in questo periodo: la Carta dei Diritti degli Studenti e delle Studentesse in Dad.

Studenti

Aggiunge Martina Buffolo della Rete degli Studenti Medi del Veneto: «Serve coraggio, responsabilità e volontà politica di operare in un certo modo noi, come associazione, siamo aperti al confronto e a proposte concrete: ne abbiamo parlato, nelle nostre assemblee e proteste online, e abbiamo delineato, dalle voci e dalle opinioni di ragazzi e ragazze da tutto il Veneto, il profilo di quella che dovrebbe costituire la nostra quotidianità scolastica. Ne parliamo a fondo nel nostro progetto “Libretto d'istruzione”, che si prefigge lo scopo di narrare a più riprese uno scenario diverso e necessario. Ridiscutere e ripensare gli spazi, le modalità e gli orari della scuola vuol dire parlare di vera ripartenza, lavorando dunque su un binario diverso da quello scelto e portato avanti dai politici fino ad oggi. In questa lettera, che speriamo venga ben accolta dalla Regione, abbiamo iniziato a porre le basi per un progetto di proposte e critiche che delinei un’idea e progetto lungimirante, che non si fermi a soluzioni palliative come i banchi con le rotelle. Serve assolutamente che la nostra voce venga ascoltata, un tavolo di confronto tra studenti e chi si occupa di scuola e diritto allo studio in Veneto».

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