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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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Inceneritore, protesta davanti ad Hestambiente. Contestata la Gallani: «E' ora che il Comune prenda una posizione»

Davanti alla sede di Hestambiente e del termovalorizzatore una cinquantina di manifestanti si è ritrovata per contestare la progettazione di una nuova linea. Nel mirino è finita anche l'assessora all'ambiente, accusata di complicità con la Regione

La polemica sull'inceneritore si accende e stavolta nel mirino ci finisce l'amministrazione comunale guidata da Sergio Giordani. Questa mattina 31 agosto, davanti alla sede di Hestambiente, dove c'è il termovalorizzatore finito sotto la lente d'ingrandimento per la volontà dell'azienda di dotarlo di una quarta linea (eliminandone però due), è andata in scena una protesta per chiedere che non si vada avanti. Una cinquantina i manifestanti, provenienti tutti più o meno da gruppi ambientalisti, comitati di residenti e studiosi del tema.

La contestazione

Presente anche l'assessora Chiara Gallani, che proprio ieri aveva preso le distanze dalla Regione, dopo il rifiuto della proroga per presentare eventuali osservazioni da 15 a 90 giorni. La Gallani però è stata contestata da una parte dei manifestanti, perché rappresentante di un'amministrazione che non prende una posizione. «Sappiamo che alla Regione non interessa nulla dei padovani, ma voi dovete dire chiaramente che siete contrari alla quarta linea, altrimenti siete complici di questo scempio» l'accusa dei manifestanti rivolta alla Gallani «e quindi serve un atto, una delibera, che certifichi la vostra contrarietà, altrimenti tutto il resto resteranno sempre parole al vento». L'assessora ha provato a difendersi elencando le decine di osservazioni che l'amministrazione ha posto per andare avanti, opponendosi all'idea di essere complice della realizzazione della quarta linea dell'inceneritore. Vero è che l'amministrazione non ha posto veti, ma condizioni. Tra i manifestanti anche due consiglieri comunali, che con la Gallani condividono il "partito" politico, ossia Daniela Ruffini e Roberto Marinello di Coalizione Civica.

Le osservazioni

Nel frattempo oggi scade il termine per presentarle. Oltre a quelle dell'amministrazione comunale ne sono arrivate decine anche dai comitati del “no alla 4°linea”, di Fridays For Future e dei comitati dei residenti dei quartieri limitrofi: «Molti di noi hanno perso i propri cari per tumore ai polmoni. Vogliamo continuare così?». Secondo i manifestanti presenti, con la nuova linea l'aria di Padova vedrebbe un aumento da 1,2 a 1,9 di tonnellate di Pm10, da 48 a 62 tonnellate di ossidi di azoto, da 0,22 a 0,27 kg di Ipa, da 1,6 a 1.9 mg di diossine. L'alternativa all'incenerimento sarebbe il potenziamento della raccolta differenziata, quello degli impianti di trattamento meccanico biologico, l'estensione a tutta la città della raccolta porta a porta. L'obiettivo di un'economia circolare poi sarebbe il recupero di materia non dell'energia, che peraltro con l'incenerimento verrebbe ottenuto con un aumento di produzione di gas serra, la causa principale dei devastanti cambiamenti climatici mondiali in atto.

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