Sicurezza e trasparenza negli appalti pubblici: arriva il “Protocollo di legalità” contro le mafie

Il Comune di Padova ha recepito il documento sottoscritto a settembre in Regione per contrastare le infiltrazioni criminali nei lavori pubblici. Giordani: «Lotta ai reati più subdoli»

Il sindaco Sergio Giordani

Gare e contratti d'appalto rigorosi, con condizioni specifiche per sapere esattamente chi si aggiudica gli appalti nel settore dei contratti pubblici, incrementare la sicurezza e prevenire le infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale. Sono gli obiettivi del “Protocollo di legalità”, documento recepito martedì sera dalla giunta.

Le firme

Il protocollo è stato sottoscritto il 17 settembre scorso dalle prefetture venete, dalla Regione, dall’Unione province del Veneto e dall’Anci Veneto. Ha durata triennale e ripropone i contenuti della versione precedente, ma con aggiornamenti importantissimi in tema di contratti pubblici per lavori, servizi e forniture.

Le novità

In primis l'appaltatore dovrà redarre dei bandi di gara e contratti secondo rigidi criteri e con specifiche clausole. Imprescindibile per le imprese che vorranno partecipare alle gare sarà rilasciare la certificazione antimafia, mentre l'appaltante dovrà elencare tutte le imprese coinvolte direttamente o indirettamente nella realizzazione dell’opera. Se poi venissero riscontrate delle irregolarità, qualsiasi contratto stipulato sarà immediatamente invalidato. Massima attenzione anche in cantiere, dove dovrà sempre essere nominato un referente: questa figura dovrà monitorare costantemente la presenza di persone e mezzi e segnalare eventuali richieste illecite o subappalti non in regola.

Regole necessarie

Il provvedimento ha riscontrato il parere favorevole del primo cittadino, che ne ha sottolineato l'utilità in una realtà ampia e dinamica come quella padovana. «La nostra giunta da sempre è attenta a prevenire corruzione e criminalità nel settore della pubblica amministrazione e dei suoi rapporti con i privati» ha spiegato Sergio Giordani «A Padova il Comune si impegna con investimenti milionari, però l'attenzione deve essere massima da parte di tutte le istituzioni».

Nuovi strumenti

Tra i fenomeni criminali che nell'economia trovano il loro terreno fertile, uno dei più vivi nel Padovano è il riciclaggio: «Un reato subdolo, che non desta clamore sociale ma è devastante per l'economia, pericoloso per gli imprenditori onesti e che compromette la fiducia tra cittadini e pubblica amministrazione» sottolinea il sindaco «Con questo protocollo ci dotiamo di nuovi anticorpi per essere sempre più pronti a bloccare azioni nocive e agire tempestivamente».

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