«La modalità più costosa che ci sia»: Uiltrasporti contro la raccolta differenziata porta a porta

Uiltrasporti critica la modalità porta a porta proponendo metodi alternativi come la creazione di isole interrate attivabili con badge magnetici personali

«La modalità più costosa che ci sia»: Giulio Deda e Salvatore Livorno del dipartimento Uiltrasporti Padova e Rovigo vogliono sfatare quello che considerano un "falso mito", vale a dire la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta.

Raccolta differenziata

Portano le loro ragioni nel corso di una conferenza stampa "informale" in saletta Petrarca a Palazzo Moroni e dopo aver scritto nelle scorse settimane al Consorzio per lo smaltimento dei rifiuti di Bacino Padova 2, al Consiglio del Bacino Brenta e al Consorzio Padova Sud - enti di controllo preposti per conto dei Comuni al servizio di nettezza urbana nel nostro territorio. Partendo da una premessa: «Da molti anni, in Veneto, si portano avanti politiche tendenti a migliorare la qualità e la quantità della raccolta differenziata in una logica di recupero e contenimento delle tariffe e di lotta a sprechi e sperperi. Negli ultimi tempi, inoltre, sembra crescente nell'opinione pubblica una maggior sensibilità verso i temi dell'ambiente che ci auguriamo possa incidere anche su un cambiamento degli stili di vita, poiché certamente tutti noi potremmo fare di più anche nelle piccole abitudini quotidiane».

Il falso mito del "porta a porta"

Una premessa a cui fa però seguito l'aspra critica: «Tuttavia se la raccolta differenziata è certamente un obiettivo condiviso e condivisibile non si può dire altrettanto dei metodi perseguiti per centrare l'obiettivo. Riteniamo, infatti, sia giusto sfatare il mito della raccolta in modalità "porta a porta" come modello ottimale da perseguire per una serie di motivi. Questa tipologia di raccolta richiede più personale e più mezzi, quindi aumenta i costi invece di ridurli e li incrementa non solo in maniera diretta con maggiori costi nella gestione, ma anche in via indirettà perché aumenta in maniera esponenziale i rischi per la salute e la sicurezza con un costante incremento di infortuni sul lavoro e malattie professionali. Per quanto si possa migliorare attraverso l'automazione, come ben sanno i tecnici, è la natura del servizio di per sé ad alto rischio per l'elevata ripetitività dei movimenti e le intense sollecitazioni agli arti. Più infortuni e malattie professionali vogliono dire maggiori costi non solo per i lavoratori ma per la collettività con un incremento delle spese del servizio sanitario regionale, e tutto ciò comporta anche ricadute occupazionali per la difficile - e in molti casi impossibile - ricollocazione di quei lavoratori che diventano non idonei».

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La soluzione

Uiltrasporti, infine, indica una soluzione: «Ormai esistono da anni tecniche e metodi alternativi che consentono di rendere davvero efficiente il servizio, migliorando la differenziata senza dover pagare un tributo che è prima di tutto sulla salute degli operatori e che poi diventa gravoso per la collettività. Per fare qualche esempio concreto basti pensare ai contenitori da pavimento, adatti per diverse tipologie di rifiuti e utilizzabili dall'utente attraverso un badge, disponibili in acciaio e in materiali riciclabili ma anche in modelli interrati o a scomparsa quindi poco impattanti anche dal punto di vista estetico. Per tutti questi motivi ci impegneremo per promuovere un dibattito serio nella convinzione che la qualità del lavoro, in un servizio pubblico essenziale, possa rappresentare una risorsa per l'intera società in cui viviamo».

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