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“Sulle tracce dei rifiuti”: il report che mette sotto la lente la raccolta differenziata padovana

A Padova la quota di rifiuti avviati a effettivo recupero è pari al 95%, ma tanto finisce ancora nell’indifferenziato

Nei territori serviti da AcegasApsAmga in Friuli-Venezia Giulia e Veneto, il 48% dei rifiuti non viene differenziato correttamente. Ad esempio, il 56% della plastica come anche il 47% della carta vengono erroneamente conferiti nel secco dai cittadini. E ancora il 40% del vetro e il 48% dell’organico finiscono nell’indifferenziato. Infine, nel 2018 ogni cittadino nei territori serviti da AcegasApsAmga, ha prodotto in media ben 237 kg di rifiuti, senza considerare i rifiuti indifferenziati. Questi sono alcuni dei dati che emergono dal report Sulle tracce dei rifiuti, disponibile sul sito web della multiutility, unico in Italia e certificato dall’ente internazionale indipendente DNV-GL.

Il report

Il report, giunto quest’anno nel nord-est alla sua sesta edizione (la decima per il Gruppo Hera) e disponibile a questo link https://www.acegasapsamga.it/responsabilita_sociale/iniziative_sostenibilita/tracce_rifiuti_rsi/ , rendiconta la tracciabilità della filiera del riciclo: dalla raccolta differenziata alle imprese di selezione, stoccaggio e prima lavorazione, fino agli impianti di destinazione finale. Il tasso di riciclo è uno dei nuovi parametri fissati dall’Unione Europea per la promozione e lo sviluppo dell’economia circolare: l’obiettivo da raggiungere entro il 2025 è stato stabilito al 55%. Complessivamente, la multiutility nel 2018 ha raccolto 111 mila tonnellate di rifiuti differenziati (senza considerare i rifiuti indifferenziati), di cui il 95,5% è stato recuperato.

Il dato di Padova

Andando ad analizzare nello specifico la raccolta padovana, la multiutility ha mediamente destinato a recupero il 95% di quanto raccolto in modo differenziato (311 kg/abitante), a dimostrazione di come gli sforzi di AcegasApsAmga, Comune e cittadini per una buona differenziata, vadano effettivamente a buon fine e, dunque, ad alimentare le filiere del recupero di materia. In media, la quantità di rifiuti scartata dagli impianti nel processo di recupero (perché, ad esempio, non idonea a essere riciclata o inquinata da corpi estranei) è complessivamente di appena il 5%. Nello specifico, i materiali che riescono a essere recuperati a Padova al 100% sono il legno e il ferro. Seguono la carta con 98,5%, il verde (sfalci e ramaglie) con 97,7%, l’organico con 94,7%, metalli con 93%, vetro con 89% e la plastica con 87,2%.

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