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Lunedì, 17 Giugno 2024
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Radicchio in festa a Maserà. Dalle istituzioni il netto "no" alla minaccia della carne sintetica

Folta anche la presenza di ospiti istituzionali, compresi parlamentari e deputati europei, tutti schierati al fianco degli agricoltori e della difesa delle specificità del settore primario. Pieno l’appoggio all’iniziativa di Coldiretti contro il cibo in provetta

La bella giornata di sole ha richiamato in piazza centinaia di persone e sancito il successo della Festa del Radicchio Fior di Maserà. Oggi 29 gennaio, per tutto il giorno a Maserà di Padova centinaia di visitatori hanno affollato gli stand dei produttori e, nel pomeriggio, gustato la bontà del risotto al radicchio insieme al vini del territorio. Anche per questa edizione, organizzata dall’amministrazione comunale di Maserà, Coldiretti Padova ha partecipato con le aziende agricole di Campagna Amica Padova e i loro prodotti del territorio e di stagione. La festa, spiega Coldiretti Padova, è l’occasione ideale per conoscere direttamente dai produttori locali la bontà e la versatilità dei radicchi anche attraverso le degustazioni e gli assaggi in piazza. 

Bressan

Folta anche la presenza di ospiti istituzionali, compresi parlamentari e deputati europei, tutti schierati al fianco degli agricoltori e della difesa delle specificità del settore primario. «Pieno l’appoggio all’iniziativa di Coldiretti contro il cibo in provetta e in particolare della carne sintetica, una minaccia per le produzioni agricole di qualità, la cui origine e salubrità è garantita dagli stessi imprenditori del nostro territorio», sottolinea Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova, intervenuto alla festa di Maserà. La provincia di Padova vanta il primato della produzione di radicchio di qualità, a partire dalla presenza di tutti i cinque radicchi veneti a marchio Igp: variegato di Castelfranco, Rosso di Treviso precoce e tardivo, Radicchio di Chioggia, Radicchio di Verona. Tutte queste varietà sono coltivate nel territorio padovano su circa un migliaio di ettari, anche se negli ultimi anni le condizioni climatiche sfavorevoli hanno inciso sulla produzione e sulla resa. 

Numeri

Nel 2021 nella nostra provincia sono state raccolte circa poco più di 12 tonnellate di radicchio per un fatturato di quasi 8 milioni di euro. Ma nel 2022 è atteso un calo sensibile a causa della siccità e di questo inverno mite, con temperature che faticano a scendere sotto lo zero. Sul fronte della qualità, sottolinea Coldiretti Padova, i nostri radicchi non temono confronti grazie all’impegno e all’esperienza dei produttori sia in campo che nelle fasi successive di lavorazione e preparazione del prodotto. 

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