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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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Riapertura scuole, anche il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera favorevole

Il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera, Giuseppe Dal Ben: «Il compito di tutte le istituzioni è quello di garantire la migliore normalità possibile. E' giusto che lunedì 10 gennaio, con le dovute precauzioni, bambini e ragazzi ritornino in classe»

«Il compito di tutte le istituzioni è quello di garantire la migliore normalità possibile. E quindi, a mio parere, è giusto che lunedì 10 gennaio, con le dovute precauzioni, bambini e ragazzi ritornino in classe». Non drammatizza il direttore generale dell'Azienda Ospedaliera, Giuseppe Dal Ben, che ha tenuto il primo aggiornamento del nuovo anno sulla situazione pandemica nell'intero territorio euganeo. La situazione è seria ma non drammatica, quindi niente allarmismi. E' un po' questo il senso di un incontro con la stampa in cui sono emersi numeri che ci danno la fotografia di come il virus stia continuando la sua corsa. Le persone attualmente positive al Covid, tra città e provincia, hanno quasi toccato quota 30 mila, il 54,5% in più rispetto a una settimana fa. 

Azienda Ospedaliera

«Al momento, abbiamo 173 ospedalizzati, di cui il 52% con la variante Omicron e il 48% con la Delta. E di questi, 57 si trovano in area medica, 37 in area geriatrica, 6 in area pediatrica, 40 in area sub-intensiva e 33 in rianimazione. Di quest'ultimi 25 non sono vaccinati ed hanno un'età media di 58 anni, mentre gli altri 8 sono immunizzati con due dosi ed hanno mediamente 72 anni. Per quanto riguarda invece i 6 ricoverati in area pediatrica, abbiamo 2 neonati di 4 e 5 mesi, uno che ha appena compiuto un anno, 2 bambini di 3 anni e uno di 11. Inoltre, in area medica, abbiamo anche 8 donne in gravidanza, di cui 3 non sono vaccinate ed hanno un'età media di 29 anni, mentre le altre 5 sono pure loro immunizzate con soltanto due dosi ed hanno mediamente 35 anni».

Personale

Il direttore generale ha poi evidenziato che ci sono problemi per quanto riguarda il personale: «Ogni giorno - ha spiegato Dal Ben - tra operatori medico sanitari sospesi perché inadempienti di fronte all'obbligo vaccinale, contagiati dal virus e in isolamento domiciliare perché sono stati a stretto contatto con un positivo, dobbiamo mediamente fare a meno di circa 400 dipendenti, in particolare tra infermieri e specializzandi, e questo, evidentemente, non può non ripercuotersi, in modo negativo, sul corretto andamento della macchina».

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