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Canone di allontanamento delle acque termali, l'hotel Terme Miramonti vince il ricorso

«Non ci resta che augurarci che le amministrazioni comunali investano tutte le risorse incamerate dagli accordi transattivi a favore del turismo e del termalismo locale, che necessita di nuovo impulso»

«Un segnale importante per tutta la categoria»: questo, secondo Federalberghi Terme Abano Montegrotto, rappresenta il ricorso vinto dall’hotel Terme Miramonti nei confronti dell'amministrazione comunale di Montegrotto Terme per quanto concerne il canone di allontanamento delle acque termali.

Federalberghi Terme

Tra i primi a congratularsi con Gianluigi Braggion vi è il Presidente di Federalberghi Terme Abano Montegrotto, Emanuele Boaretto, da sempre convinto della bontà di tale iniziativa: «Siamo soddisfatti che si sia affermato il principio per cui in assenza di costi per un Comune, per quanto concerne l'allontanamento delle acque termali reflue, nulla sia dovuto dall’imprenditore. Più di un anno fa, con senso di responsabilità e in rappresentanza delle richieste dei nostri soci, noi come Federalberghi abbiamo sottoscritto, seppur con poca convinzione, una transazione con il Comune di Abano Terme e con quello di Montegrotto Terme con l'obiettivo di mettere fine a un contenzioso più che decennale. Nonostante al tempo avessimo ragione, abbiamo cercato di trovare una posizione di equilibrio per investire nelle relazione tra le parti e nello sviluppo turistico condiviso della destinazione. Ora abbiamo sicurezza del fatto che le nostre istanze non fossero affatto infondate. Non ci resta che augurarci che le amministrazioni comunali, come già d'accordo e anche a seguito di questa nuova sentenza che sancisce un principio fondamentale, investano tutte le risorse incamerate dagli accordi transattivi, fatte salve quelle relative a costi vivi e non amministrativi, fiscali, organizzativi o simulati, a favore del turismo e del termalismo locale che necessita di nuovo impulso. Tutti gli incassi, infatti, al netto delle vere e documentate spese sostenute, che i Comuni hanno richiesto con i provvedimenti annuali, dichiarati illegittimi, allo stato attuale delle cose, dovrebbero essere per intero dedicate alla promozione del turismo e termalismo euganeo. Solo in questo modo andrebbe in parte salvaguardato un senso di giustizia e equità, riconoscendo la ragione che per tanti anni ci ha visti in contraddizione con le Amministrazioni, e si inizi veramente a mettere al centro il turismo e termalismo come merita e non sia considerato solo il bancomat a favore delle Amministrazioni. Sono state pagate decine di milioni di euro ai comuni da quando è stata istituita la “tassa” per lo scarico delle acque termali. Denari tolti alle imprese che, sommati ad altri tributi che in maniera spropositata si continuano a chiedere senza equità, hanno compromesso il loro equilibrio finanziario, contribuendo alle numerose chiusure che stanno cambiando il volto di questi paesi. Soldi che le Amministrazioni, come è evidente, hanno solo in minima parte dedicato al turismo».

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