«Erano un simbolo della mia gioventù»: lutto sui social per la rimozione dei pini marittimi

Come prevedibile si è scatenata su Facebook la tristezza di giovani e meno giovani: «E adesso come farò a capire quando sarò arrivato a Padova?»

Li amavano tutti. Sono stati un autentico simbolo per generazioni di viaggiatori. Ora, però, non ci sono più. E il loro ricordo corre sui social network: il "popolo" di Facebook si è ribellato per la rimozione dei pini marittimi sull'autostrada A4.

Le reazioni

Un vero lutto per giovani e meno giovani, che si sono sfogati a suon di commenti "strappalacrime", tra un «Erano un simbolo della mia gioventù, sono tristissimo» a un «E adesso come farò a capire quando sarò arrivato a Padova?» o «Appena vedevo il primo urlavo, perché capivo che era ufficialmente iniziato il mio weekend a Jesolo». 

La storia

I 6 pini domestici, che insistevano a cavallo tra le province di Padova e Venezia, nei comuni di Pianiga e Vigonza, sono stati messi a dimora tra gli anni Venti e Cinquanta e hanno accompagnato la storia dell’autostrada Venezia-Padova. L’infrastruttura, inaugurata nel 1933, era inizialmente una strada a due corsie di marcia, simile a un’attuale statale, delimitata lateralmente dagli alberi. Durante i lavori di raddoppio di carreggiata, completati nel 1962, il filare laterale è stato inglobato tra le due direzioni di marcia e integrato con altri pini. Del filare originario rimanevano 6 pini, in tre coppie, i cui fusti sono stati nel tempo liberati dai molti rami che ostacolavano il traffico e le cui chiome erano fino a ieri protese sulle corsie di sorpasso di entrambe le direzioni autostradali. Da circa 10 anni Concessioni Autostradali Venete, a causa del progressivo dissecamento dei rami e della possibile caduta di strobili (pigne), era costretta a chiudere la corsia di sorpasso per raccogliere materiali dalle chiome ogni 6 mesi con l’utilizzo di piattaforme mobili, oltre ad effettuare sempre più frequenti interventi di manutenzione (potatura e cura) e monitoraggio, con rischi sia per il personale impiegato che per la fluidità del traffico. L’efficacia di questi interventi, ultimamente, è risultata solo parziale, visto che il rischio di caduta è progressivamente aumentato.

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