Venerdì, 23 Luglio 2021
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Prezzi delle materie in aumento, Appe lancia l'allarme: «Una situazione preoccupante»

La voce che più sta registrando rincari è quella legata al trasporto. Il rischio, secondo l'associazione di categoria, è che si azzeri la capacità reddituale degli esercenti

«Stiamo registrando un preoccupante aumento generalizzato dei costi – sbotta Filippo Segato, segretario dell’Associazione Provinciale Pubblici Esercizi (APPE) di Padova – gli imprenditori nostri affiliati del comparto bar-ristorazione continuano a rilevare una tendenza al rialzo dei costi con sempre maggior frequenza e noi, che teniamo la contabilità di diverse centinaia di imprese di pubblico esercizio, troviamo puntuale riscontro di quanto asserito dalla base associativa quando registriamo le fatture dei fornitori».

Prezzi in aumento

I costi delle materie prime continuano ad alzarsi e l’associazione lancia l’allarme. «La voce che sta subendo i maggiori rincari è quella legata ai trasporti – sottolinea Segato – sia per l’aumento dei prezzi dei beni energetici, che per i gravi problemi nei trasporti internazionali dovuti alla scarsità dei container, degli imballi e la difficoltà nei servizi causati dallo squilibrio tra produzione scarsa e vendite (finalmente) in crescita. E poi incidono gli aumenti dei prezzi delle materie prime – continua il Segretario APPE – tant’è che molti esercenti sono stati raggiunti dalle comunicazioni dei fornitori (listini ritoccati sia per liquori e aperitivi che vini, tanto per fare degli esempi, ed il caffè crudo in Borsa ha toccato il più 25%), aumenti che si sommano a quelli sostenuti per il personale dipendente (ben 3 incrementi retributivi previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro tra il 2020 ed il 2021), costi accessori (esempio: transazioni con bancomat e costi bancari) e per finire le utenze». Fino ad oggi la stragrande maggioranza dei titolari di bar, ristoranti, trattorie e pizzerie sono riusciti a mantenere pressoché invariati i propri listini prezzi. Il rischio, secondo APPE, è che si azzeri la capacità reddituale dell’attività. «Ci chiediamo fino a quando la categoria da noi rappresentata riuscirà ad assorbire gli incrementi, se non vi saranno interventi reali a sostegno delle attività, come ad esempio l’abbattimento delle imposte per tutto il 2021 ed il 2022, la decontribuzione del costo del lavoro e le agevolazioni per le imprese». APPE fa anche presente che ancora molti operatori stanno attendendo i fondi promessi relativi alla filiera della ristorazione (agosto 2020) e solo in questi giorni stanno arrivando gli attesissimi contributi previsti dal Decreto “Sostegni-bis”.

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