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Martedì, 5 Luglio 2022
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Dall'Aglio (Confartigianato): «Servono interventi in deficit se vogliamo che l'economia si riprenda»

Secondo il presidente di Confartigianato, «il “tesoretto” spendibile di 5 miliardi di euro per il prossimo decreto sostegni rischia di essere una coperta davvero corta»

«Il “tesoretto” spendibile di 5 miliardi di euro per il prossimo decreto sostegni rischia di essere una coperta davvero corta. Sacrifici per tutti ma in ballo c’è molto di più dell’”aria fresca”. Servono interventi anticiclici contro la crisi energetica altrimenti molte imprese chiuderanno e molti posti di lavoro verranno perduti». È quanto afferma il presidente di Confartigianato Imprese Padova, Gianluca Dall’Aglio, alla notizia del varo del Documento di economia e finanza da parte del Governo.

Il commento

«Ci aggrappiamo al “faremo tutto il necessario per imprese e famiglie” annunciato dal presidente del Consiglio Mario Draghi -prosegue - Il clima di diffusa preoccupazione a causa della guerra sta impattando in modo significativo sulla fiducia e sulla congiuntura economica che mostra evidenti segnali di rallentamento e tuttavia il mondo degli artigiani e della piccola impresa sta confermando il prezioso contributo alla crescita. Le attività economiche a maggiore presenza di micro e piccole imprese continuano a mostrare performance positive confermate anche dall’andamento dell’occupazione». Sarà molto difficile, secondo Dall'Aglio, per le economie europee contrastare una crisi energetica con effetti profondi e prolungati, senza interventi fiscali in deficit, e il conseguente ampliamento il debito pubblico. «Per questo - commenta - come artigiani ci attendiamo dal prossimo Decreto Sostegni non politiche fiscali neutrali – o addirittura restrittive – servono interventi espansivi per contrastare le spinte recessive determinate dalla crisi energetica, amplificate a dismisura dallo scoppio della guerra. La doppia conferma a marzo, di Commissione ed Eurogruppo, dell’orientamento restrittivo delle politiche di bilancio nei paesi ad alto debito appare addirittura surreale in un contesto in cui il prezzo del gas europeo a marzo 2022 è quasi otto volte quello di un anno prima, determinando devastanti effetti recessivi a fronte di una dipendenza energetica per il gas nell’Unione europea dell’83,6%, mentre il gas proveniente dalla Russia è il 38,1% delle importazioni dell’Ue, quota che sale al 43,3% in Italia e al 65,2% in Germania».

Il conflitto

Per il presidente della Confartigianato è comunque necessario che l’Italia e l’Europa facciano ogni sforzo utile a fermare il conflitto. Al tempo stesso serve rafforzare le misure a protezione del sistema produttivo per superare la fase emergenziale e accelerare gli interventi più strutturali di medio lungo periodo. «In particolare - conclude - i rincari dell’energia e dei materiali stanno diventando insostenibili e richiedono risposte efficaci, anche per contrastare fenomeni speculativi. Noi riteniamo prioritari: la proroga dello sconto sulle accise sui carburanti ben oltre il 2 maggio; misure per calmierare le bollette delle piccole e medie imprese con strumenti fluidi come quelli previsti per i settori dell’agricoltura e della pesca (un credito d’imposta “secco” del 20%) e non basato su complicati conteggi, oppure, avere direttamente lo sgravio come “sconto” in bolletta; ampliare il paniere dei materiali per i quali scatta la revisione dei prezzi negli appalti con la Pubblica amministrazione ed è necessario introdurre anche per artigiani e piccole imprese forme di incentivazione per favorire impianti di autoproduzione da fonti rinnovabili come la compartecipazione alla spesa da parte dello Stato».

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