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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Attualità Arcella / Via Jacopo da Montagnana

La Rosmini dimensionata e cantierizzata, sbottano i genitori: «Impatti negativi sui nostri figli»

La scuola primaria dell'Arcella sarà inglobata nel terzo istituto (oggi è nel 4°), ma da due giorni sono iniziati i lavori per una nuova mensa che toglie spazio all'aperto ai bambini

I genitori dei bambini della scuola primaria Rosmini contro il dimensionamento e la mensa in giardino. L'istituto dell'Arcella sta per passare dal quarto al terzo Istituto Comprensivo, dopo la scelta di accorpare alcune strutture, ma da alcuni giorni è anche diventato un cantiere a cielo aperto. Grazie ai fondi Pnrr verrà realizzata una nuova mensa, che però le famiglie non vogliono perché toglierebbe spazio al giardino. Per questo, attraverso i rappresentanti del Consiglio d'istituto, hanno scritto una lettera al sindaco Sergio Giordani e ai componenti della giunta interessati, per esprimere tutta la loro preoccupazione.

La lettera

«Come rappresentanti dei genitori in Consiglio di Istituto del 4 Istituto Comprensivo Rosmini di Padova e rappresentanti di classe del plesso della scuola Primaria Rosmini, ci permettiamo di scrivervi per esprimere non solo la nostra delusione, ma anche la nostra sincera preoccupazione e profonda indignazione per quanto sta accadendo alla nostra scuola - si legge nella lettera inviata oggi, 22 dicembre, ultimo giorno prima delle vacanze estive - .Mai ci saremmo aspettati che due settimane dopo il dimensionamento del nostro istituto, che di fatto lo abolisce e ne scorpora ingiustamente i plessi creando un grave danno per le scuole pubbliche del nostro quartiere, si sarebbe anche avviato un cantiere edile le cui dimensioni sono tali da mettere a rischio la buona riuscita dell’anno scolastico in corso, colpendo la serenità dei nostri figli e distruggendo ogni parvenza di decenza e di rispetto nei confronti dell’istituzione scolastica da parte vostra. L’apertura di un cantiere in questo momento dell’anno, in piena attività didattica e in prossimità degli open day e delle iscrizioni per i futuri studenti, ci appare come una mancanza di rispetto verso il lavoro dei nostri docenti, vanifica l’impegno di tutti coloro che credono nel futuro di questa scuola e delude profondamente la fiducia che i genitori riponevano nel vostro operato». 

Il cantiere

«In data 19 dicembre, senza nessun tipo di preavviso o di comunicazione, è stato infatti aperto un cantiere presso la scuola primaria “Rosmini”, immaginiamo finalizzato alla costruzione della mensa coi fondi PNRR (cosa che possiamo solo presupporre, visto che non è stato neanche affisso un cartello circa la natura o la durata dei lavori, né è stato comunicato niente di ufficiale a riguardo). Abbiamo già avuto modo di esprimere le nostre perplessità rispetto a tale investimento nella nostra mail del 17 maggio 2023, che è rimasta senza alcun riscontro da parte vostra. Questa mensa, non voluta e non richiesta dal nostro Istituto, ridimensiona profondamente il nostro magnifico giardino, che faceva della nostra scuola un gioiello dentro un quartiere cementificato come l’Arcella. Nella nostra lettera, avevamo chiesto altri interventi, per migliorare l’esistente e garantire un miglior utilizzo degli spazi verdi. Ultimamente, di fronte alle proposte di dimensionamento, auspicavamo che la costruzione della mensa, creando nuovi spazi, allontanasse il rischio di soppressione del nostro Istituto. Speranza che è stata completamente disattesa dalla decisione. Anzi, l'avvio di questa costruzione dopo il dimensionamento del nostro istituto ci appare illogico rispetto alle scelte adottate dal Comune».

La crescita demografica

«L'avvio di questi lavori, programmato da tempo ma che non era stato oggetto di comunicazioni successive tra l'Amministrazione e la nostra scuola, appare illogico e contradditorio con la decisione del dimensionamento: noi abbiamo sempre sostenuto che il nostro IC non andava dimensionato perché ha trend di crescita molto positivi, a differenza di molti altri istituti della nostra città, ed è situato nel quartiere dove si registra una forte espansione demografica, la maggiore crescita di popolazione di età scolastica del comune - proseguono - .Come abbiamo sostenuto, l'aumento del numero di iscritti era tuttavia ostacolato dalla mancanza di spazi. Con la creazione di nuovi spazi, come la mensa che libera ulteriori spazi per la didattica, si apre di fatto la possibilità all'aumento degli iscritti. Ci appare sconcertante che il dimensionamento sia stato portato avanti, a questo punto, pur essendo programmato l'avvio del cantiere. L'amministrazione avrebbe dovuto tenere conto di questo nella proposta di dimensionamento alla Regione. Il non averlo fatto rende profondamente illogico e incomprensibile la decisione di colpire  il nostro Istituto utilizzando come criterio il solo numero degli iscritti.»

Spazi aperti (chiusi)

Permetteteci anche di esprimere la nostra profonda inquietudine rispetto alle modalità e le tempistiche con le quali questi lavori sono cominciati. Avviando i lavori con le attività didattiche in corso, si elimina la possibilità di utilizzare il giardino chissà per quanto tempo. Le modalità che sono state scelte ci rendono, come genitori, davvero inquieti circa la tutela della salute, sia fisica che psicologica, dei nostri bambini e dei loro docenti. Infatti, nei tre giorni precedenti a questa mail, i nostri bambini hanno dovuto schivare i furgoncini che stavano occupando il loro piazzale proprio all’ora dell’entrata, hanno assistito alla potatura radicale e senza pietà di alberi e siepi ai quali erano estremamente affezionati e nei quali erano soliti giocare e divertirsi. Dall’oggi al domani, i nostri bambini si trovano senza spazi aperti dove fare ricreazione e altre attività che erano la loro routine quotidiana. Questi lavori stanno creando pericolo (il cantiere è dentro la scuola), disagio (i rumori impediscono e impediranno di fare lezione ai nostri figli) e caos, derivato dalla promiscuità di attività didattiche e cantiere. Temiamo che a causa di questo cantiere i nostri figli verranno privati, non solo di spazio verde, ma della calma e tranquillità necessaria a seguire le lezioni per chissà quanto, mentre i docenti non riusciranno a fare lezione in maniera decente. I genitori che visiteranno la scuola all’open day a gennaio si troveranno di fronte a una situazione di cantiere aperto, che sarà pregiudizievole per le iscrizioni e rischierà di vanificare i processi di crescita dimensionale del nostro (ormai ex) Istituto Comprensivo».

L'appello

«Vi volevamo chiedere perché è stato deciso di portare avanti il dimensionamento del nostro Istituto Comprensivo se era già stato pianificato questo intervento sugli spazi, intervento che appare contraddittorio con le stesse logiche del dimensionamento perché apre prospettive completamente nuove. Inoltre, in tutta onestà, vorremmo capire se vi state rendendo conto fino in fondo di cosa questo cantiere possa significare per la nostra scuola. Vi chiediamo apertamente perché non avete deciso di avviare questi lavori durante i mesi estivi, quando non ci sono lezioni e almeno avreste potuto limitare i danni di una simile iniziativa. Questi lavori impatteranno negativamente per mesi sulla nostra didattica, sul nostro benessere e sulle nostre routines. Se le vostre azioni sono dettate dall’ignoranza, vi invitiamo a prendere visione dello scempio che i lavori stanno producendo e di venire da noi per capire che tipo di realtà state colpendo con le vostre azioni e cercare di porre rimedio. Vi alleghiamo qualche fotografia dei lavori e di come essi stanno impattando sui nostri spazi, relegando i nostri bambini a pochi metri quadrati di spazio all'aria aperta - continuano i rappresentanti dei genitori - .Riteniamo che queste dinamiche siano una ulteriore dimostrazione che è in corso un vero e proprio accanimento contro la scuola pubblica di periferia e, in particolare, contro il nostro Istituto Comprensivo e contro il plesso “Rosmini”. Di fronte a ciò, noi non possiamo che ritenerci vittime della vostra non curanza e del vostro disinteresse, oltre che dell'illogicità di portare avanti il dimensionamento, da un lato, e l'estensione degli spazi dall'altro. Temiamo che questo atteggiamento nasconda un pregiudizio nei confronti di una comunità, come la nostra, dove sono presenti bambini che per quasi il 78% provengono da famiglie con entrambi i genitori di origine straniera. Ci viene da chiedere se mai vi sareste sognati di condurre un’azione tanto scellerata su una scuola frequentata da una comunità con un maggior numero di votanti italiani ai fini elettorali. Temiamo che questa non curanza nei confronti delle nostre esigenze sia motivata da una profonda indifferenza, che colpisce non solo la nostra comunità scolastica, ma più generalmente i processi di inclusione, riduzione delle disuguaglianze, accoglienza e solidarietà di cui la nostra comunità rappresenta un esempio virtuoso. Così facendo mostrate non solo di non capire quanto una scuola come la nostra sia importante per lo sviluppo sociale e culturale dell’Arcella, ma di ignorare le necessità specifiche di cui la nostra scuola ha bisogno».

La richiesta

«Verrete a dirci che sbagliamo a lamentarci, che almeno noi abbiamo ricevuto un finanziamento. In realtà, noi possiamo solo constatare che dopo la dirigenza e la segreteria, ora ci private anche del giardino e della serenità (e chissà per quanto), senza che questo sacrificio sia stato preso in considerazione per salvare il nostro Istituto dal dimensionamento. Dopo la decisione sul dimensionamento regionale, che la vostra amministrazione non solo non ha osteggiato, ma ha aiutato confermando la soppressione del nostro Istituto Comprensivo in sede consultiva, con questi lavori avete deciso di penalizzare ulteriormente la nostra scuola, distruggendo ogni minima parvenza di buona fede nei confronti della nostra bellissima scuola e comunità. Per questo chiediamo che, a fronte di questi lavori, facciate retro-marcia sul dimensionamento aprendo immediatamente nuovi negoziati con la Regione e che i lavori stessi siano portati avanti nel rispetto della nostra comunità scolastica, cosa che fino ad ora non è stato assolutamente fatto».

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