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Due autentici gioielli: riaprono al Bo le sale di laurea di Scienze e di Lettere

Nell’antisala di Scienze un’inedita mostra documentaria nelle teche progettate da Gio Ponti recentemente restaurate grazie all’intervento promosso dall’Associazione degli Amici dell’Università di Padova con il contributo di Cortellazzo&Soatto

All’interno di Palazzo Bo quattro sale legano il loro nome alle cerimonie di laurea cui sono state destinate fin dal Rettorato di Carlo Anti, negli anni trenta e quaranta del Novecento: la Sala di Laurea di Medicina contigua al Teatro Anatomico e la vicina Sala di Laurea di Giurisprudenza decorata da Gino Severini, e al piano superiore le Sale di Laurea di Lettere e di Scienze.

Riapertura

Queste ultime sono state impiegate per le proclamazioni dei neo-dottori nelle rispettive discipline fino ai primi anni Duemila, dopo di che sono state aperte al pubblico solo in rare occasioni. Grazie all’impegno della prorettrice al Patrimonio Artistico, Storico e Culturale di Ateneo prof.ssa Monica Salvadori e alla collaborazione delle Aree Comunicazione, APAL e AES di Ateneo e del Centro di Ateneo per i Musei le due sale riaprono ora le loro porte ai visitatori attraverso una serie di visite guidate a cadenza mensile.

Mostra

Per l’occasione, l’Archivio Generale di Ateneo organizza una mostra documentaria dedicate a personaggi illustri ed eventi che hanno segnato la storia dell’Ateneo nelle due teche espositive disegnate dall’architetto Gio Ponti, recentemente restaurate grazie all’intervento promosso dall’Associazione degli Amici dell’Università di Padova Ets con il contributo del suo socio Cortellazzo&Soatto, associazione professionale di dottori commercialisti e avvocati con la sua sede principale in città.

Monica Salvadori

«Siamo felici di poter riaprire al pubblico due ambienti storici, cui si legano i ricordi di molti ex studenti padovani e del mondo, che qui hanno conseguito il loro titolo di dottore. Le Sale di Laurea di Lettere e Scienze - afferma Monica Salvadori, prorettrice al Patrimonio Artistico, Storico e Culturale dell’Università degli Studi di Padova -raccontano momenti di straordinaria importanza per la storia della nostra Università e arricchiscono l’offerta culturale dell’Ateneo, in questi anni sempre più aperto alla cittadinanza anche grazie alla collaborazione di realtà come l’Associazione degli Amici e Cortellazzo&Soatto, ancora una volta al nostro fianco nel garantire la conservazione e la valorizzazione del patrimonio universitario. Nelle due teche pontiane restaurate grazie al loro supporto e ora allestite nell’atrio della Sala di Scienze potremo osservare, a rotazione, una serie di documenti custoditi presso l’Archivio generale dell’Ateneo, che erano finora riservati esclusivamente alla fruizione degli studiosi e dei ricercatori. Un’ulteriore occasione di scambio e arricchimento reciproco tra l’Università e la città».

Enrico Del Sole

Aggiunge Enrico Del Sole, presidente dell’Associazione degli Amici dell’Università di Padova: «Da oltre trent’anni siamo a fianco dell’Ateneo per promuovere e sostenere la valorizzazione delle eccellenze del suo patrimonio artistico e culturale. Lo facciamo mettendo a fattore comune il sistema virtuoso di relazioni generato e sempre alimentato da Amici grazie alla partecipazione dei suoi soci, che condividono l’impegno a favore della cultura e vedono nella responsabilità sociale una priorità. L’intervento, consentito dal generoso contributo di Cortellazzo&Soatto, è un esempio di questa visione, e si muove proprio in questa direzione, coerentemente con la finalità istituzionale dell’Associazione, ossia quella di consolidare il proficuo e storico rapporto tra il tessuto socioeconomico e imprenditoriale del territorio e la stessa Università».

Anna Soatto

«Come professionisti inseriti in una comunità e chiamati a valorizzare le risorse, aiutare a cogliere le opportunità e sostenere le prospettive, riteniamo fondamentale valorizzare il nostro territorio e portare la testimonianza di una bellezza che affonda le sue radici nella conoscenza. In particolare abbiamo scelto di sostenere il restauro delle teche disegnate da Gio Ponti, quale preziosa testimonianza di un’arte che negli anni ‘40 ha dato lustro e visibilità all’Università della nostra città e avviato lo straordinario filone del design industriale, generando un meraviglioso connubio tra arte e artigianato, che si fondono per creare oggetti allo stesso tempo di grande bellezza e di grande utilità» spiega Anna Soatto, avvocato e partner di Cortellazzo&Soatto, associazione di professionisti con sede a Padova e socio sostenitore dell’Associazione degli Amici dell’Università di Padova fin dalla costituzione. «Siamo lieti e orgogliosi di aver contributo affinché queste opere potessero tornare ad essere ammirate dai cittadini e dai numerosi turisti in visita al Bo e alla città».

Gioia Grigolin

«La tutela del patrimonio artistico e culturale è un obiettivo importante previsto anche nell’Agenda per lo sviluppo sostenibile. Il target 11.4 dell’Agenda 2030, infatti, esorta a rafforzare le azioni per la protezione e promozione del patrimonio culturale. La nostra Università - conclude Gioia Grigolin, Dirigente dell’Area Comunicazione e Marketing dell’Università degli Studi di Padova - possiede un patrimonio storico-artistico di immenso valore, per questo motivo apprezziamo e condividiamo ogni tipo di sostegno orientato alla valorizzazione e al recupero dei beni artistici e culturali. Ringraziamo quindi sentitamente Cortellazzo&Soatto e l’Associazione degli Amici dell’Università per il loro supporto. Per dare una spinta maggiore a questo tipo di interventi, la nostra Università, tramite l’Ufficio Fundraising, incentiva le erogazioni liberali da parte di persone, aziende e fondazioni a sostegno della cultura».

Le sale di laurea

I due ambienti raccontano una storia secolare: il soffitto a travi lignee della Sala di Laurea di Lettere documenta la sua origine medievale, mentre fin dal 1734 negli spazi dell’attuale Sala di Scienze vengono ospitate le collezioni naturalistiche di Antonio Vallisneri, origine dei moderni musei universitari e in parte oggi esposte al Museo della Natura e dell’Uomo. La bifora presente nel corridoio di collegamento tra le due sale ci parla dell’unificazione di più edifici storici per dar vita al moderno Palazzo del Bo, dal soffitto di Scienze pende la sfera armillare che in passato era collocata sulla torre campanaria dell’Università e che lungo la fascia dello zodiaco reca la data del 1581, e ancora a Lettere gli affreschi seicenteschi ai lati delle finestre testimoniano il suo impiego come sala per le lauree del Collegio Veneto, dal 1679 al 1854. L’attuale configurazione di questi spazi risale al Rettorato di Carlo Anti, che affida all’architetto Gio Ponti la progettazione degli elementi d’arredo – dai tavoli alle sedute, dalle porte alle lampade – mentre si avvale di maestri di primo piano nel panorama artistico dell’epoca per la decorazione murale.

Pittori

Il pittore bolognese Bruno Saetti (1902-1984), artista celebre per i suoi sensuali nudi femminili, le maternità e i paesaggi, è l’autore dell’affresco nella Sala di Laurea di Lettere che decora la parete alle spalle del tavolo della commissione: vi è rappresentata la Disputa sull’immortalità dell’anima fra averroisti e aristotelici (1940-1941), non un avvenimento reale, ma una raffigurazione simbolica dello scontro tra Pietro Pomponazzi, Agostino Nifo e il cardinale Contarini attraverso i loro scritti, nel periodo che va dal 1462 al 1525. Nell’affresco compaiono inoltre Averroè, Pietro d’Abano, Aristotele e San Tommaso, a rappresentare i fondamenti teoretici della disputa, e, dietro il gruppo centrale, il ritratto dell’artista stesso.

Spettano al romano Ferruccio Ferrazzi (1891-1978) le due decorazioni ad encausto presenti in Sala di Scienze: la prima celebra Galileo Galilei (1940-1942), che a Padova insegnò dal 1592 al 1610, e in quel periodo perfezionò il cannocchiale, come rappresentato al centro della parete; la seconda opera raffigura invece l’Aurora che sorge dal mare (1942-1943), e fu un dono dell’artista all’Ateneo. L’altorilievo a stuccoforte alla destra di chi entra, raffigurante alcuni Professori della Facoltà di Scienze all’epoca della sua decorazione (1942), è opera dello scultore padovano Luigi Strazzabosco (1895-1985). La sala custodisce anche la scultura Omaggio a Galileo, 1964, di Paolo de Poli (1905-1996).

Le teche di Gio Ponti

La mostra “Testimonianze di persone ed eventi dalle carte dell’archivio di Ateneo” propone una selezione di documenti che raccontano la storia di alcuni illustri protagonisti della storia universitaria e gli eventi salienti dell’Ateneo patavino, dai primi secoli di vita alla fine del Novecento. Si conosceranno alcuni studenti che poi hanno raggiunto ruoli di fama, le comunità straniere che per secoli hanno segnato con la loro presenza anche la vita cittadina (polacchi, levantini, etc.) e si approfondiranno eventi storici di rilievo nazionale, come i moti del ’48, o squisitamente universitario, come le celebrazioni per il settimo centenario nel 1922. L’esposizione è allestita all’interno di due teche progettate appositamente per Palazzo del Bo dal geniale architetto milanese Gio Ponti negli anni quaranta del Novecento. Trasferiti in un tempo non determinato nei depositi di Ateneo, i manufatti si presentavano in un cattivo stato di conservazione, con sollevamenti e mancanze dell’impiallacciatura, numerosi fori da tarli e presenza di uno strato di vernice sintetica aggiunto successivamente, che non consentiva la piena valorizzazione delle venature del legno. Da sempre al fianco dell’Ateneo nel sostenere la migliore conservazione e valorizzazione del patrimonio universitario, l’Associazione degli Amici dell’Università, grazie al contributo di Cortellazzo&Soatto, ha promosso un importante intervento di restauro delle due teche, affinché fosse garantita la fruizione pubblica di questi beni.

Restauro

L’intervento, eseguito da restauratore qualificato in accordo con la competente Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso, ha previsto anzitutto un trattamento antitarlo, seguito dalla sverniciatura del materiale incoerente. Si è proceduto con il ripristino dell’impiallacciatura mancante o sollevata, impiegando sempre materiali coerenti con il progetto pontiano. Tutte le superfici sono state infine verniciate a pennello, utilizzando una miscela di gommalacca e nitrocellulosa, che fa risaltare la tridimensionalità delle finiture lignee. Allestite nella suggestiva antisala di Scienze al terzo piano di Palazzo del Bo, le teche Ponti così restaurate tornano a riabitare gli ambienti per cui erano destinate e ad assolvere la loro funzione espositiva, offrendo all’Ateneo l’opportunità di organizzare nuove esposizioni atte a promuovere la più ampia conoscenza del suo straordinario patrimonio documentario.

Indicazioni per la visita

L’accesso alle Sale di Laurea di Lettere e Scienze è permesso solo con visita guidata. Le Sale non sono servite da ascensori o montascale, pertanto il tour è fruibile solo a piedi. Le visite guidate alla mostra documentaria e alle Sale di Laurea di Palazzo del Bo sono organizzate a cura dell’Archivio Generale di Ateneo in collaborazione con il Centro di Ateneo per i Musei e l’Ufficio Public Engagement. Dopo l’apertura straordinaria di venerdì 19 aprile alle ore 17, a partire dal mese di maggio le Sale e la mostra saranno visitabili ogni ultimo venerdì del mese con partenza alle ore 17 dallo Scalone Cornaro. Costo del biglietto d’ingresso: ridotto speciale 4 euro. Informazioni: 049 827 3939 - tour@unipd.it (tutti i giorni, ore 9-17).

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