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Saldi invernali al via, poliziotti in borghese tra le vetrine per evitare truffe e raggiri

Intensa l’attività della polizia locale per verificare la regolarità delle svendite, con l’obiettivo di evitare da un lato raggiri ai danni degli acquirenti e dall’altro di mettere tutti gli operatori nelle stesse condizioni

Con l’avvio dei saldi, che in Veneto partono sabato 4 gennaio e si prolungano fino al 28 febbraio, è intensa l’attività della polizia locale per verificare la regolarità delle svendite, con l’obiettivo di evitare da un lato raggiri ai danni degli acquirenti e dall’altro di mettere tutti gli operatori nelle stesse condizioni. Agenti in divisa, ma anche in borghese, effettuano controlli sui prezzi esposti e sugli sconti praticati.

Saldi

Sottolinea Antonio Bressa, assessore al commercio e alla tutela dei consumatori: «I saldi rappresentano un’occasione molto importante per le vendite dei negozi e per gli acquisti dei consumatori, per questo vigiliamo affinché si svolgano nella piena regolarità. Solo con il rispetto delle regole possiamo infatti assicurare la concorrenza leale tra i commercianti e difendere i consumatori. Per questo la polizia locale controlla i prezzi sulle etichette dei prodotti in vendita per verificare che dopo l’avvio dei saldi quegli stessi importi non siano stati rivisti al rialzo, truccando la percentuale dello sconto. Un’attività che è realizzata anche in borghese per rendere più efficace controllo e deterrenza».

Criticità

L’ assessore Antonio Bressa tuttavia sottolinea una criticità che si è intensificata negli ultimi anni: «Noi facciamo la nostra parte controllando con grande impegno la regolarità dei saldi, ma la verità è che siamo costretti ad applicare una normativa regionale che è oramai superata dai fatti. Bisogna spostare la nostra attenzione su un aspetto che ha preso una dimensione importante: quanti messaggi e newsletter di sconti sono stati già inviati in questi giorni, eludendo di fatto la norma che vieta promozioni nei 30 giorni prima dei saldi? Se non vogliamo quindi che perdano di senso, è ora di scegliere: in una direzione o nell’altra le norme regionali oramai superate dai fatti devono cambiare. Così evidentemente creano solo disparità tra negozi e catene più strutturate e coloro che aspettano la data fissata per legge».

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