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Almaviva: venerdì sciopero di 8 ore per i 174 dipendenti padovani

Lo sciopero segue una serie di assemblee online indette dalle Rsu per discutere della situazione e il blocco della reperibilità e degli straordinari

Sono 174 fra lavoratori e lavoratrici di Almaviva spa di Padova, impiegati in questo periodo tutti in smartworking, che aderiranno sabato allo sciopero di 8 ore indetto a livello nazionale dopo la rottura da parte dell’azienda del tavolo di trattativa sugli accordi integrativi che sono stati da essa disdettati a partire dal 1 aprile 2021. Lo sciopero segue una serie di assemblee online indette dalle Rsu per discutere della situazione e il blocco della reperibilità e degli straordinari già partito dopo l’inizio dello scontro fra le parti, inerente la volontà dell’azienda di dismettere gli accordi sottoscritti per procedere con l’applicazione di scelte unilaterali, il disconoscimento delle relazioni sindacali e degli sforzi delle lavoratrici e dei lavoratori.

Sacrifici

La società di informatica della famiglia Tripi, che conta oltre 3.500 dipendenti con sedi in tutta Italia, si è lasciata alle spalle la crisi del 2011-2016 anche grazie ai sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori che, attraverso i Contratti di Solidarietà e la riduzione o sospensione di diversi istituti contrattuali aziendali, hanno permesso ad Almaviva di risparmiare più di 100 milioni di euro complessivi sul costo del lavoro. Con questa mossa la società informatica vuole di fatto ridurre la contrattazione collettiva, aumentare l’orario di lavoro diminuendo il salario contrattato, abolendo da giugno la parte fissa del PDR e assorbendo i tre quarti degli aumenti contrattuali stabiliti dal CCNL.

Buono pasto

Inoltre, Almaviva ha dichiarato di voler abbassare considerevolmente il buono pasto dei dipendenti in smartworking, che continuano a lavorare e a portare risultati, nonostante la pandemia, non concedendo neppure le dotazioni tecnologiche e strumentali necessarie. «Per noi le posizioni di Almaviva sono inaccettabili così come non è possibile che l’azienda abbia emesso un proprio regolamento aziendale nel quale tutti i superminimi collettivi saranno trasformati in superminimi individuali assorbibili che si riserverà di assimilare man mano che passeranno gli aumenti del nuovo CCNL. Significa ridurre la contrattazione collettiva e azzerare la valenza del CCNL in votazione in questi giorni nelle aziende metalmeccaniche italiane», dichiara Fabio Pozzerle della segreteria della Fiom Cgil di Padova.

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