Inizio scuola e trasporto pubblico: «Serve una soluzione urgente, o il sistema imploderà»

«Mancano solo due settimane all’inizio dell’anno scolastico e ancora centinaia di migliaia di famiglie venete non sanno se i loro figli potranno andare a scuola e con quali mezzi pubblici. Non siamo i sostenitori di "trasporti coi carri bestiame", ma urge una soluzione sostenibile»

«Mancano solo due settimane all’inizio dell’anno scolastico e ancora centinaia di migliaia di famiglie venete non sanno se i loro figli potranno andare a scuola e con quali mezzi pubblici. Stiamo vivendo una situazione assurda e paradossale, se penso che ad aprile avevo sottolineato formalmente al Ministro dei Trasporti la necessità di un stretto coordinamento con il Ministro all’Istruzione, per farci trovare pronti per l’inizio delle scuole. Ma, ad oggi non ho ricevuto nessuna risposta in merito»: così l’assessore ai trasporti della Regione del Veneto esprime la sua preoccupazione per la situazione del rasporto pubblico locale e ferroviario che suscita fortissime preoccupazioni in istituzioni, famiglie e imprese.

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Soluzione urgente

Sottolinea l'assessore: «Dobbiamo pensare ad una soluzione urgente e condivisa altrimenti il sistema imploderà, e certo non è questo il nostro obiettivo. Sostengo la soluzione avanzata dal Presidente della Regione del Veneto al Comitato Tecnico Scientifico, affinché si riconoscano i pendolari come una comunità stabile: ciò garantirebbe il trasporto pubblico a tutti gli studenti, anziché a solo un terzo qualora fosse confermata l’ipotesi ministeriale del distanziamento obbligatorio nel trasporto pubblico locale. Non siamo i sostenitori di "trasporti coi carri bestiame", anzi, siamo i primi a voler salvaguardare la salute dei Veneti e, soprattutto, dei nostri bambini e ragazzi, tuttavia dobbiamo trovare con urgenza una soluzione sostenibile, che non metta in ginocchio le nostre aziende, già colpite duramente da questa crisi, e tranquillizzi le famiglie. Nell’ultimo incontro avuto lunedì con i membri del CTS l’unica possibilità emersa riguardava l’entrata scaglionata a scuola: ipotesi insostenibile per due motivi. Il primo: come potranno le aziende di trasporto sostenere economicamente più viaggi con lo stesso parco mezzi e personale a disposizione? Il secondo: come faranno ad ammortizzare i costi di questi servizi extra senza nuove risorse a disposizione? Sono soltanto alcuni dei quesiti che abbiamo sottoposto al Ministro delle Infrastrutture, il quale risponde unicamente che non può togliere il distanziamento; a quella dell’Istruzione, che pensa soltanto ai banchi con le rotelle; dell’Economia e Finanze, il quale ribadisce sempre di non avere risorse. A sole due settimane dall’inizio della scuola, mi pare che regni il vuoto e la situazione appaia sempre più preoccupante. Una soluzione, se la si vuole trovare, c’è sempre. Continuo a sostenere l’idea che occorra eliminare le riduzioni dei posti, secondo il principio che devono salire sui mezzi tanti passeggeri quanta è la capienza del vettore, a patto che i passeggeri indossino la mascherina e igienizzino le mani. In ogni caso dovranno essere garantite dal Governo risorse straordinarie per sostenere le aziende, le quali, comunque, dovranno prevedere un potenziamento del servizio, per evitare il riempimento eccessivo dei mezzi».

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