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«No alla riduzione delle classi»: l'appello del sindaco al ministro dell’Istruzione

«Ormai l’anno scolastico sta per iniziare e siamo di fronte a una situazione paradossale»

A pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico mancano da parte dello Stato le risorse economiche che consentano nelle scuole di mantenere le classi aggiuntive, individuate lo scorso anno per garantire il distanziamento tra gli alunni. «Il Comune ha messo a disposizione gli spazi» dichiara il Sindaco di Albignasego, Filippo Giacinti, «lo Stato deve garantire gli insegnanti e, magari, rendere strutturali queste risorse per garantire classi meno affollate a prescindere dall’emergenza sanitaria”.

Appello

Già lo scorso mese di giugno Giacinti si era fatto portavoce delle legittime preoccupazioni dei genitori e degli insegnanti e delle richieste già formulate dalla Dirigente scolastica Federica Silvoni, scrivendo al Ministero dell’Istruzione, che finora però non ha fornito alcuna risposta né al Comune e nemmeno ai parlamentari che si erano interessati della vicenda. «Ormai l’anno scolastico sta per iniziare e siamo di fronte a una situazione paradossale» dichiara il sindaco Filippo Giacinti «con gli interventi strutturali realizzati lo scorso anno, grazie all’impiego di ingenti risorse economiche che, di fatto, rischiano di essere in parte vanificati visto che il Governo metterà a disposizione fondi insufficienti per garantire gli insegnanti in grado di mantenere tutte le classi aggiuntive e il distanziamento previsto. L’anno scorso il nostro Comune è riuscito a ricavare undici nuove classi alle scuola primaria e due alla secondaria (spendendo 137 mila euro di risorse proprie, oltre ai 92 mila euro di contributi statali) salvando mense, palestre e laboratori di informatica. Si aggiungono inoltre i lavori realizzati quest’estate con i quali abbiamo aumentato nelle scuole gli ingressi e i vialetti di accesso, così da mantenere il distanziamento tra gli alunni».

Albignasego

La situazione in cui si trova l’Istituto comprensivo di Albignasego parla chiaro: quest’anno sono giunti finora dal Ministero soltanto 67mila euro circa di risorse destinate all’assunzione di insegnanti e collaboratori “cosiddetti” Covid, contro i quasi 700mila dello scorso anno. Tali risorse, se non adeguatamente implementate, non consentiranno di mantenere lo stesso numero di classi aggiuntive dello scorso anno, nonostante il Comune abbia già messo a disposizione gli spazi. Senza contare le conseguenze che la modifica delle classi potrebbe avere sugli alunni che, dall’inizio della pandemia, hanno vissuto diversi cambiamenti con ripercussioni anche emotive. «Rinnovo quindi l’appello alle istituzioni, in particolar modo al Ministro Bianchi» conclude Giacinti, «perché senza le risorse per gli insegnanti rischiano di vanificarsi, almeno in parte, gli enormi investimenti fatti finora, senza dimenticare l’ennesimo cambiamento per i nostri ragazzi e i problemi degli insegnanti e del personale scolastico impiegato lo scorso anno nelle classi Covid. L’assessore Basana e io siamo in contatto quotidiano con la dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo, che ci ha assicurato incontrerà a breve i rappresentanti dei genitori per illustrare la situazione». Ci sono comunque anche delle notizie positive: a differenza dell’anno scorso la mensa potrebbe partire già dalla seconda settimana e il tempo pieno dalla terza. «Io come sempre starò dalla parte dei genitori, della scuola e specialmente dei nostri ragazzi. Credo che sarebbe davvero importante che, nelle prossime settimane e comunque quanto prima, si decidesse di investire queste risorse e magari renderle strutturali per avere classi con meno alunni, migliorando così, certamente, anche la qualità della didattica» conclude Giacinti.

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