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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
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Anche Lorenzoni si schiera dalla parte del Serprino: «Va preservato»

«Il Parco dei Colli Euganei, il cui territorio è candidato a Riserva della Biosfera Unesco, è unico a livello planetario per origine e tradizioni, e questo vino lo rappresenta in maniera degna: non possiamo cedere alle lusinghe di una remunerazione che, in questo momento storico, è maggiore»

«Prosecco, prosecco e ancora prosecco. Così, però, i Colli rischiano di perdere una parte della loro identità, ovvero il Serprino Doc». Il Portavoce dell’opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni, si dice perplesso rispetto a quanto previsto dal Decreto della direzione agroalimentare della Regione dello scorso 27 luglio; nello specifico, la sospensione temporanea dell’iscrizione dei vigneti di varietà Glera allo schedario viticolo ai fini dell’idoneità alla rivendicazione della Doc “Colli Euganei-Serprino” per le campagne viticole dei prossimi tre anni.

Arturo Lorenzoni

Tradotto: fino al 2025, nell’area del Parco, verrà attivato un blocco dei nuovi impianti di uva Glera (dalla quale, appunto, si ottiene il Serprino). Una decisione, questa, che nel medio periodo potrebbe essere addirittura finalizzata alla cessione della Doc Colli Euganei Serprino alla Doc Prosecco. «Il Serprino ha una sua particolare storia, che va tutelata - spiega Lorenzoni - oltre che una specificità che si rifà ai nostri avi. Il Parco dei Colli Euganei, il cui territorio è candidato a Riserva della Biosfera Unesco, è unico a livello planetario per origine e tradizioni. Questo vino lo rappresenta in maniera degna. Motivo per cui non possiamo cedere alle lusinghe di una remunerazione che, in questo momento storico, è maggiore». Oggi un quintale di uva Glera destinata a Serprino viene pagata 50 euro, mentre una a Prosecco fino a 145 euro al quintale: «Non metto in discussione le difficoltà economiche di molte aziende vitivinicole. Tuttavia, il rischio è che si verifichi ciò che è accaduto in molti altri luoghi vicino a noi: ovunque Prosecco. Davvero vogliamo questo?». Lorenzoni conclude la sua riflessione con un appello: «Invito a bere, naturalmente in modo responsabile. Se vi trovate sui Colli, o a Padova, chiedete di degustare un bicchiere di Serprino: è buono almeno quanto il Prosecco. Così aiutiamo pure i produttori locali».

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