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Sherwood, il green pass e la "guerra" ai giardini estivi

La notizia di un cluster al noto Festival, peraltro smentita, ha alimentato da parte di Appe la campagna contro i giardini estivi che si ripete oramai ogni anno

La tradizionale campagna di Appe (Associazione Provinciale Pubblici Esercizi) contro i giardini estivi quest’anno si è arricchita del tema Green pass che i rappresentanti degli esercenti non vogliono che sia reso obbligatorio per accedere a bar e ristoranti. Draghi ha fatto intendere che invece l’idea del Green pass per accedere ai luoghi chiusi è la conclusione più probabile anche se si va verso una soluzione che qualcuno ha già definito "all'italiana", con la possibilità di accedere anche solo con la prima dose.  

Giardini estivi

Concedere spazi, allargare la possibilità di creare situazioni all’aperto dove poter socializzare e consumare è stato anche il grande impegno del Comune, che ha infatti ampliato questa possibilità. Stare all’aperto è certo più sicuro. Per questo si è anche concesso la libertà di avere plateatici ogni dove, alla faccia delle bellezze architettoniche che fino a qualche tempo fa sembrava un delitto oscurare o coprire da dei tendoni con delle sedie. La comunicazione poi di sabato scorso, arrivata dalla Ulss 6 Euganea che rendeva noto della presenza di un cluster di contagio allo Sherwood Festival ha generato ancora più confusione e inevitabili polemiche.

Estate

L’estate, il caldo e l’entusiasmo per la cavalcata azzurra agli Europei hanno di certo incentivato le persone a stare insieme, è possibile che questo abbia contributo a far crescere il numero dei positivi. Ma dopo un anno rinchiusi era difficile non aspettarselo. Si è quindi immediatamente innescata la solita, già perché è un classico ormai da molte estati, polemica contro quelle realtà consolidate che ogni anno offrono ai padovani l’opportunità di passare piacevoli serate all’aperto. Alle associazioni di categoria si aggiunge solitamente anche qualche residente che vuol sì vivere in città, ma con il silenzio di chi vive in campagna. Di fatto è la vera opposizione all’amministrazione, quella praticata dalle associazioni di categoria, che non replica ma aspetta il testo del decreto. 

Sherwood

La notizia poi di contagi tra persone che sono state allo Sherwood Festival ha alimentato ancora di più la possibilità di lanciare critiche ai cosiddetti giardini estivi. Ma come hanno spiegato gli organizzatori e come hanno chiarito anche altri poi, non c’è nessuno dello staff positivo. Come si fa quindi a dire che il contagio sia avvenuto lì? Come si fa a definirlo un cluster? Appe non nomina mai Sherwood nei suoi comunicati ma è chiaro che quando si riferisce a notizie di questi giorni e al fatto che come loro sostenevano, «questi appuntamenti moltiplicano i contagi», si rifersice a quello. Ma come si fa a dire che dieci persone che sono anche transitate da un Festival trattandolo come una realtà improvvisata, la prima edizione risale al 1985, il contagio l’abbiano contratto proprio lì? 

Associati

Un'altra domanda sorge spontanea: gli associati Appe, i tanti iscritti che sono nei giardini estivi, anche a Sherwood, cosa pensano di questa campagna che ogni estate mette sotto accusa gli appuntamenti all'aperto dove loro stesso lavorano? 

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