Il sigillo della città al Prof. Crisanti: un premio alla scienza e alla competenza

«Consegniamo la città con zero contagi. Impegniamoci tutti affinché questo dato rimango tale», ha dichiarato il virologo. Sindaco, Prefetto e Rettore nei loro interventi tessono l'elogio della competenza

Il sigillo della città al professor Andrea Crisanti. Uno di quei riconoscimenti, a memoria un caso quasi unico, che unisce tutta la città, trasversalmente. Apprezzamento che arriva non solo dalla comunità scientifica ma anche dai cittadini, non solo veneti. E’ un “cervello di ritorno” il professor Andrea Crisanti che ha scelto a Padova dopo l’esperienza in Inghilterra. «Zero decessi, zero contagi - spiega il rettore durante il suo intervento - è la risultanza di un grandissimo lavoro. Quando abbiamo per il secondo giorno riscontrato questo dato, insieme al professor Crisanti, non nascondo sia stata una grande emozione». Poi ha aggiunto: «Oggi la scienza è apprezzata da tutti. Le teorie non devono nascere da fantasie ma dalla scienza pregressa. Sono orgoglioso che la città oggi premi il professor Crisanti. Ma lasciatemelo dire, premia anche l’Università di Padova». 

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Quando è stato il momento del Professor Andrea Crisanti, le parole tradivano emozione: «I miei ringraziamenti vanno agli operatori dell’azienda ospedaliera, ai suoi dirigenti. Ricordo i primi giorni quando abbiamo costruito la strategia per difendere l’ospedale e metterlo in sicurezza. Ci sono quindicimila persone al giorno che vi transitano, sarebbe stata una tragedia immane se non ci fossimo riusciti».

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Ha poi ricordato il Prefetto: «Il 21 febbraio quando ci siamo trovasti alla sede dell'azienda euganea, la preoccupazione era sulla faccia di tutti: ci rendevamo conto che ci trovavamo di fronte a qualcosa di ignoto e di insolito. Questo apprezzamento va anche ai servizi sparsi nel territorio. Di questa vicenda qualcosa ci dovrà rimanere, come un diverso concetto del senso di comunità. Tutti ci siamo resi conto di quello che ci è mancato. Rimarrà anche il convincimento della necessità di un sistema sanitario nazionale». Franceschelli evidenzia che l'emergenza non è finita: «Questo pericolo non lo considero affatto finito, anzi preoccupa ancora. Dobbiamo mantenere alta la guardia». Poi anche il prefetto sottolinea: «Un altro dato inconfutabile emerso in questi due mesi: mai come in questo caso ci siamo resi che la competenza è un valore. E per fortuna abbiamo smesso di sentire quei discorsi che attaccavano la scienza grazie a teorie campate in aria».

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