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La maggioranza si divide sulla statua (armata) dell'alpino, Giordani: «Pacifisti 365 giorni all'anno. Si farà»

Il sindaco prova a spegnere le polemiche iniziate dalle sue assessore, confermando la decisione ed evidenziando tutte le iniziative previste in città per la pace. E incassa anche il sostegno del centrodestra

Sono le cose che capitano quando è solo uno a decidere, in questo caso il sindaco Sergio Giordani. E se probabilmente il primo cittadino ha pensato che la cosa non avrebbe causato nessuna discussione o malcontento, questa volta ha fatto male i conti, perché la statua commissionata all'artista patavino Ettore Greco per celebrare gli Alpini, fa discutere ancora prima di essere inaugurata e presentata al pubblico.

La statua sarà posizionata al Parco Tito Livio dove il piedistallo è già pronto. La decisione arriva direttamente dal Gabinetto del Sindaco, non è quindi della giunta comunale. Forse anche per questo non c'è troppa disponibiltà a commentare la vicenda da parte degli assessori e dei consiglieri di maggioranza. C'è chi come il consiglirer Luigi Tarzia o Nereo Tiso che dicono di non comprendere la polemica, ad esempio. Ma c'è l'assessora Francesca Benciolini che si è espressa invece in maniera netta. «Massimo rispetto per gli Alpini, nessuno mette in discussione la loro importanza per la nostra storia. Ma si deve dare importanza ai simboli che vengono utilizzati. E la presenza del fucile si poteva evitare, soprattutto in tempi come quelli che stiamo vivendo», ha risposto una volta sollecitata. L'assessora ha la delega alla pace e ai diritti umani, quindi forse è particolarmente sensibile all'argomento, ma come non esserlo, verrebbe da chiedersi.

Il realtà da indiscrezioni, anche la sua collega, Margherita Colonnello, non ha apprezzato affatto l'iniziativa presentata dal sindaco e lo avrebbe fatto notare con decisione mettendo anche in campo anche un altro elemento, che ben si concilia cona la richiesta di avere finalmente una statua in città, che omaggi una figura femminile. Si potevano addirittura mettere insieme le due cose visto che anche gli Alpini oramai non sono più un mondo riservato solo ai maschi e non si contano più le donne che si sono arruolate. In più, per lo stesso meccanismo si poteva sostituire il fucile con altro. Per fortuna non è lo strumento più usato da questo particolare corpo negli ultimi cinquant'anni, se non addirittura e per fortuna di più. Sono impegnati durante negli interventi di soccorso quando si verificano catastrofi naturali, ad esempio, gli Alpini. Si poteva fare meglio, non c'è dubbio.

La statua commissionata dal Comune a Ettore Greco in onore degli Alpini

Paradossalmente, ma forse non troppo, in soccorso del primo cittadino è arrivato il centro destra con le dichirazioni di Elisabetta Gardini: «Penso che chi oggi si oppone all'installazione dell'opera si stia coprendo di ridicolo. Gli alpini, prima uomini e poi soldati a loro va il pensiero affettuoso e riconoscente degli italiani. I quaquaraquà che oggi protestano non capiscono i tradizionali valori di cui gli alpini, formati al sacrificio e all'amore per la montagna, sono testimoni: onestà, solidarietà, forza spirituale, amore per la Bandiera e la Patria. Solidarietà al sindaco che aveva commissionato la statua. Vada avanti. La storia di questi rumorosi e confusi signori certamente non si ricorderà». Anche Forza Italia ha preso posizione in difesa della decisione di Giordani alludendo, ha commentato così Lorenzo Innocenti, all'eccessivo utilizzo del "politically correct",. In qualche modo però conferma l'impressione che qualcosa di scorretto quindi ci sia, ed è la presenza di un'arma da fuoco. Soprattutto in un momento come questo in cui la possibilità, il rischio che i conflitti già presenti possano espandersi non ci pare una cosa frivola. A onor di cronaca va ricordato che in Italia, solo lo scorso anno, sono state inaugurate circa una sessantina di statue dedicate alle forze armate. Infine è intervenuto anche il senatore Udc,  Antonio De Poli, è intervenuto sulla discussione. Dopo aver fatto l'elenco degli interventi in ambito civile, quindi indirettamente dando ragione a chi sostiene che il fucile si poteva evitare, parla «necessità di difendere tutte le forze armate, con decisione e forza». 

La polemica montata in questi giorni ha costretto il sindaco Giordani ad intervenire. E lo ha fatto come è nel suo stile, cercando quindi di spegnere il fuoco delle polemiche. «Gli Alpini, oltre a essere una parte indiscutibile della nostra storia, sono oggi una comunità che in tante occasioni ha mostrato una immensa generosità nei momenti più duri, e difficili, esprimendo dedizione e volontà nel mettersi a disposizione della collettività. Basti pensare alla tempesta Vaia o all’impegno nei brutti anni del Covid e anche a Padova sappiamo bene cosa voglia dire avere gli Alpini al nostro fianco quando vanno affrontate difficoltà ed emergenze: loro ci sono sempre, con grande attenzione per la comunità. Per questo, anni fa l’Amministrazione Comunale ha deciso di lasciare un segno tangibile di ringraziamento per questo impegno. Lo faremo tramite la statua già commissionata ed ideata da Ettore Greco, scultore di fama internazionale», spiega ricostruendo il percorso fatto, il sindaco. «Non è il caso di incappare in polemiche o operare divisioni che lacerano. La vocazione pacifista di Padova, che è città della Pace, si esprime forte 365 giorni all’anno, con una miriade di iniziative e progettualità rivolte alla città che vedono il sincero appoggio non solo della Giunta ma anche della nostra comunità e delle tante realtà pacifiste che ringrazio per il loro prezioso impegno su un tema così importante», ricorda il Sindaco. La pace però si costruisce con fatica, perché come si vede in maniera sempre più chiara, si regge su un filo sottilissimo. E se Padova è la città della pace a maggior ragione sarebbe un motivo di più per porre massima attenzione a tutto. E l'idea di omaggiare un uomo armato, per quanto con la divisa degli Alpini che tutti sappiamo cosa rappresentano, va nella direzione opposta al costruire un mondo di pace. 

Ma Giordani fa di tutto per frenare lo scontento di chi si dice sorpreso dall'iniziativa del sindaco riguardo la statuta armata e anticipa che anche sulla richiesta di rendere omaggio a una delle figure femminile della città «C’è un’altra questione che mi sta molto a cuore, ed è quella dell’esigenza di avere una statua dedicata a una donna collocata in un punto di prestigio del nostro centro come chiesto, giustamente, prima da alcune nostre consigliere e consiglieri e poi da una moltitudine di concittadini», aggiunge Giordani dopo i numerosi commenti sulla vicenda . «E' questa un’occasione per aprire una profonda riflessione che, oltre i simboli, si apre all’essenza stessa di una società dove la parità di genere è ancora lontana, un grave problema dal quale dobbiamo affrancare il nostro modo di pensare prima di ogni altra cosa. Una esigenza che condivido e quindi mi sono attivato perché questa richiesta veda la luce. Per questo, con tutta la Giunta, mi sono impegnato a trovare le risorse (100 mila euro) per avviare subito questo progetto, che però sarà anche un percorso collettivo nella città. Non bastano infatti le risorse economiche: attingeremo a tutte le intelligenze e alla voglia di partecipazione di chi ha avuto e avrà interesse a collaborare a  questo progetto. Coinvolgeremo il Consiglio Comunale, le realtà che hanno portato questa idea, ma soprattutto coinvolgeremo tutta Padova sia nella fase di raccolta delle idee sia nella fase decisoria, chiameremo le padovane e i padovani che lo vorranno ad esprimersi e scegliere in maniera diretta». Semplificando vuol dire che tra poche settimane ci troveremo la statua con l'Alpino col fucile in un parco e forse, non si sa precisamente quando, un giorno ci sarà finalmente lo spazio per metterne una, solo una, che ricordi che la storia di Padova l'hanno fatto anche le donne, non solo gli uomini, della città. Ma per questo, è chiaro, c'è ancora tempo. 

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