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Caso Egonu, Jacobs glissa sul razzismo

In tantissimi, giovanissimi, al Colbachini, per le stelle dell'atletica Stano, Crippa e Jacobs. Il campione olimpico dei 100 metri non si espone sul caso Paola Egonu e sul razzismo: «Non rispondo a certe domande»

Uno splendido pomeriggio quello trascorso da giovanissimi atleti accanto ai grandi campioni dell'atletica, nella stupenda cornice dello stadio Colbachini. Un pomeriggio dedicato alla promozione delle discipline sportive portando a contatto giovanissimi e affermati campioni come l'oro olimpico dei 100 metri, Steve Jacobs. Con lui Yeman Crippa e Massimo Stano. Crippa in carriera ha vinto la medaglia d'oro nei 10000 m piani agli Europei di Monaco di Baviera 2022, nonché la medaglia di bronzo nella stessa specialità agli Europei di Berlino 2018 e nei 5000 m piani agli Europei di Monaco di Baviera 2022. Il simpaticissimo Massimo Stano è invece campione olimpico della 20 km a Tokyo 2020, campione mondiale della 35 km a Oregon 2022 e detentore del record europeo di questa specialità. Super star al Colbachini.

I campioni olimpici, mondiali ed europei sono i tre attori principali di “Sulle Spalle dei Giganti”, evento organizzato da Fiamme Oro, Assindustria Sport e AICS Veneto e rivolto ai ragazzi e alle ragazze dei settori giovanili delle società padovane di atletica leggera. I campioni sono stati molto disponibili con tutti, ma anche se le attenzioni erano soprattutto per Steve Jacobs il vero mattatore è stato Massimo Stano che con la sua simpatia ha coinvolto tutti. Tra le cose più interessanti uscite dalle tante interviste concesse, splendido il racconto di Crippa che assicura che lui, all’Olympiastadion di Berlino, il 21 agosto, sapeva cosa stava facendo. Il campione azzurro, classe 1996, è stato autore di una gara pazzesca, rimanendo sempre nel gruppetto al comando e scattando nel corso dell’ultimo giro rimontando dal quarto al primo posto. «Secondo me rimarrà nella storia - dice con un velo di pudore - una vittoria che ha emozionato chi l'ha vista ma ha emozionato pure me». E' piacevole ascoltarlo raccontare e spiegare. Si vede che è un ragazzo attento anche a ciò che gli sta attorno. Così gli chiediamo che idea si è fatto del "caso Paola Egonu", che poi tradotto sarebbe "razzismo": «Nell'atletica si vede meno, a parte i commenti sui social, ogni tanto. Poi in certi sport ci sono proprio persone vere che si permettono di fare commenti. Non sarà mai il mondo dei sogni, ma fare di tutto per limitare certe comportamenti è indispensabile». Un tema, quello del razzismo, che ciclicamente torna ad emergere solo di fronte a casi clamorosi. Ma è presente. Lo sport ha anche questo ruolo, far superare le barriere, educare, prendendo posizione. Cosa che, dispiace sottolinearlo, non fa il campione Steve Jacobs che dopo aver risposto a una serie di domande su risultati e obiettivi decide di non rispondere alla stessa domanda fatta al più giovane compagno di squadra, Yeman Crippa. «No, no, no, non rispondo a certe domande», ha glissato il campione olimpico dei centro metri. 

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