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Quando la Cappella degli Scrovegni fu venduta al Comune: le "chicche" di Padova Urbs picta

Nel 1879 il giovane avvocato e consigliere comunale Giacomo Levi Civita, già esponente di spicco della Comunità Ebraica di Padova, trovò il modo di consegnare definitivamente alla città il possesso della Cappella degli Scrovegni

Padova Urbs Picta patrimonio Unesco e Padova città capofila della Giornata Europea della Cultura Ebraica 2021, dedicata al "dialogo": due riconoscimenti apparentemente distanti ma che hanno nella figura di Giacomo Levi Civita (1846-1922) l'anello di congiunzione di una storia affascinante.

Cappella degli Scrovegni

Storia che narra di come nel 1879 il giovane avvocato e consigliere comunale, e già esponente di spicco della Comunità Ebraica di Padova, trovò il modo di consegnare definitivamente alla città il possesso della Cappella degli Scrovegni, dopo vent'anni di tentativi andati a vuoto, salvandola così dal rischio di speculazioni dei privati. Al Museo della Padova Ebraica è possibile ripercorrere la vicenda visionando copie dei documenti dell'epoca mentre il 10 ottobre, proprio in occasione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, l'assessore comunale alla Cultura Andrea Colasio terrà al San Gaetano alle 18 la conferenza “Giacomo Levi Civita e la Cappella degli Scrovegni”, dedicata al ruolo da lui giocato "ante litteram" in Padova Urbs Picta.

Storia

L'interesse del Comune di Padova per la Cappella degli Scrovegni risale agli anni Venti dell'Ottocento, quando i nobili Foscari proprietari dell'area dell'Arena avevano cominciato la demolizione del palazzo e della Cappella stessa per venderne i materiali. Il Comune protesse la Cappella facendosi carico ripetutamente dei restauri, e dal 1859 tentò diverse volte la strada dell'esproprio pubblico, ma i tribunali diedero sempre ragione ai nobili Baglioni-Gradenigo, nel frattempo succeduti ai Foscari. Finché Levi Civita, nell'ultima e decisiva causa, provò che la Cappella degli Scrovegni fin dalla fondazione era stata destinata al pubblico, come dimostra la tradizionale celebrazione dell'Assunta ogni 25 marzo. Quindi, in quanto pubblico luogo di culto, non poteva essere gestita da privati. I Baglioni-Gradenigo gettarono la spugna e vendettero al Comune l'intera area dell'Arena. Questa vicenda si può ripercorrere al Museo della Padova Ebraica dove sono conservate copie del frontespizio della sentenza vinta, degli atti di cessione e di vendita al Comune (per 54.921 lire, circa 220mila euro) e la trascrizione della seduta del Consiglio comunale dove è stato votato all'unanimità l'acquisto. E si può visionare la video installazione Generazione va, generazione viene, che parla degli ebrei padovani che hanno dato lustro alla città.

Iniziative

Come Levi Civita "salvò" la Cappella degli Scrovegni è solo una delle innumerevoli iniziative a favore della città di questo protagonista della vita sociale e politica dell'epoca: garibaldino, avvocato, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Padova, consigliere comunale e provinciale, senatore e anche sindaco di Padova dal 1904 al 1910. Tanto amato nella sua contemporaneità, quanto progressivamente dimenticato. Ricordiamo che il 16 giugno di quest'anno l'Ordine degli Avvocati di Padova ha collocato nella propria sala conferenze in tribunale un busto di Levi Civita, in riparazione della targa a lui dedicata che era stata tolta a seguito delle leggi razziali del 1939, che avevano colpito anche lui morto da tempo.

Visite

Il Museo della Padova Ebraica e la Sinagoga Italiana sono aperti le domeniche 1, 22 e 29 agosto dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Le domeniche 8 e 15 agosto sono aperti solo su prenotazione per gruppi. Dal Lunedì al venerdì è possibile visitare tutti i siti della Padova ebraica, compreso il Cimitero di via Wiel, su richiesta e previa prenotazione scrivendo a : museo@padovaebraica.it. Sul sito del Museo, al link www.museopadovaebraica.it/video/ è disponibile il video Esedra, rielaborazione della video istallazione Generazione va, generazione viene, in cui si parla anche di Giacomo Levi Civita.

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