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Storia del piccolo Tancredi, la mascotte dalla camera iperbarica di Padova

Tancredi è nato nel padovano, nell’ottobre del 2017 ma, proprio il parto e la sofferenza, gli hanno procurato un asfissia perinatale che gli ha procurato grosse lesioni cerebrali. Le cure sperimentali a cui è sottoposto stanno dando risultati inaspettati

Tancredi è un bambino “speciale” non solo per la sua nascita burrascosa ma anche per la fortuna di avere dei genitori che stanno spendendo anima, corpo, portafoglio e cervello per migliorargli se possibile la vita. Tancredi è nato nel padovano, nell’ottobre del 2017 ma, proprio il parto e la sofferenza, gli hanno procurato un asfissia perinatale che gli ha procurato grosse lesioni cerebrali.  Nelle ore successive al parto ha lottato con la vita ma ce l’ha fatta, anche se la diagnosi della neonatalogia padovana gli aveva scritto addosso una prognosi “infausta”: lesioni permanenti invalidanti al cervello. Suo padre, l’urologo Antonio Salvaggio, Responsabile di chirurgia robotica e mini invasiva presso Villa Salus a Siracusa,  non ha accettato quella prognosi e ha portato il piccolo Tancredi dal miglior neuropsichiatra infantile d’Italia, per sentirsi sentenziare però la stessa cosa anche se con altre parole “ tetraparesi spastica”, “suo figlio non potrà mai camminare e muoversi” gli disse allora quel professore. A quel punto papà Salvaggio non accetta queste parole e si scervella per capire come aiutare suo figlio, come rendergli la vita dignitosa.

Il padre

Studia, impara lui stesso a fargli una fisioterapia apposita, la Vojta una metodica riabilitativa che si applica soprattutto ai bambini con problemi motori sin dall'età neonatale, per poi trovare una luce in fondo al tunnel con l’infusione di cellule staminali in Messico.Armi e bagagli e spese tutte proprie il medico e papà parte assieme al piccolo per il Messico dove prova anche questa terapia innovativa. Qui conosce alcuni genitori statunitensi che gli parlano anche di un altro metodo utilizzato negli Usa: la terapia iperbarica. E’ allora che decide di provare, nella sua città di residenza e dove ha lavorato per tanti anni, Padova questa terapia ulteriore, non ancora convalidata, almeno per queste patologie, dal sistema sanitario nazionale. «Conoscevo bene i medici all’interno del Centro di Medicina Iperbarica (ATIP)– ci spiega Salvaggio – e così ho chiesto aiuto. E’ allora che ho trovato, oltre che medici, persone dal cuore grande che, per tutta l’estate del 2020 hanno aperto la camera iperbarica, fuori dell’orario delle terapie, per provare ad aiutare Tancredi, tutto gratuitamente. E così per un’ora al giorno, dal lunedì al venerdì, accompagnavo Tancredi nella camera iperbarica assieme al medico della seduta. Mi immergevo, lui respirando ossigeno puro, io no», 

ATIP

«Abbiamo accolto a braccia aperte Tancredi e Antonio, nostro amico e collega – spiega Giacomo Garetto direttore sanitario del Centro di Medicina Iperbarica (ATIP)-  e abbiamo tutti a turno fatto gli straordinari, ci siamo resi subito disponibili,  in un’estate speciale come quella del 2020, in piena pandemia, anche per sperimentare noi stessi gli effetti su Tancredi della terapia nel trattare il piccolo con ossigeno terapia iperbarica. Terapia che funziona in moltissime patologie e che per altre è ancora in fase di sperimentazione. In tante parti del mondo – continua il medico papà – viene effettuata questa terapia a bambini come Tancredi perché sembra che aiuti il cervello a ristorare le zone ischemiche che hanno subito un danno. Certo queste terapie non sono convenzionali, né standard, né sono convalidate, ma in altri paesi vengono effettuate e pagate da chi le vuole, come negli Stati Uniti. Il trattato di Helsinki del 2013 dice che il paziente che non ha alcuna altra alternativa, ha il diritto di provare qualsiasi terapia anche sperimentale. Io, diciamo così, ho avuto il privilegio di provare anche la terapia iperbarica perché sono cocciuto e ho trovato delle persone buone». Ad oggi, grazie a questa cocciutaggine, papà Salvaggio è diventato punto di riferimento e di raccordo per tanti genitori nella sua stessa situazione.

Genitori

«Sono tanti i genitori da tutte le parti del mondo che mi contattano - continua l’urologo – e con i quali mi confronto. Per esempio, rispetto alla terapia iperbarica, c’è una famiglia di Ravenna che sta facendo la terapia e in parte è stata sovvenzionata dall’Asl locale. Un primo passo».  Quando ai benefici post terapia iperbarica l’urologo non può ovviamente snocciolare dati e un’analisi medico scientifica ma quelle che sono le sue sensazioni e le sue analisi di padre e medico. «Io sono assolutamente convinto, anche grazie al mio occhio ed esperienza medica, che Tancredi dopo la terapia iperbarica a Padova, abbia avuto benefici sia nel movimento che nell’attenzione. E’ risultato più reattivo». Oggi Tancredi, grazie anche alle terapie, dalle staminali, all’iperbarica, alla fisioterapia e alla determinazione dei genitori, cammina, parla, mangia da solo e si muove, non è un vegetale, come prospettato inizialmente, anche se ha i suoi problemi.

Libro

La sua storia “in fieri”, è stata riassunta in un volumetto, uscito a fine 2019 “La forza che ci muove: Diario di un bimbo ostinato” acquistabile anche su  Amazon, scritto da un’amica del padre. Nel libro parla Tancredi e racconta la sua ostinazione a vivere e a muoversi, giorno dopo giorno, sperimentando terapie come quella iperbarica, cercando di aprire nuove strade, anche attraverso la sua storia di bambino e di malato. «Ormai Tancredi era diventato la mascotte dalla camera iperbarica di Padova, tutti si fotografavano con lui».  E per il futuro si prospetta altra terapia iperbarica? «Il covid ha bloccato anche noi purtroppo– conclude il medico – perché non abbiamo potuto continuare, ma non mi sono dato per vinto e ho continuato a studiare, a cercare di capire come aiutare Tancredi e altri bambini. So che in Israele mettono anche 10 bambini in terapia nella camera iperbarica e negli Stati Uniti ci sono addirittura delle camere iperbariche dedicate ai bambini. Spero che tutto questo possa presto essere preso in considerazione anche in Italia dove abbiamo sia camera iperbariche d’eccellenza ma anche medici preparati e pronti a sperimentare.  In ogni caso – conclude Salvaggio - Lasciateci da genitori anche solo la speranza, la possibilità di sperimentare, soprattutto dove non ci sono alternative. Per noi che il bambino muova anche solo un dito dopo una terapia è il regalo più grande e comunque ci dà la speranza di andare avanti. Serve anche solo a noi genitori per un fattore motivazionale”. La storia di Tancredi, la sua battaglia, le sue terapie saranno anche al centro di una lettura animata a settembre in quel di Monselice.

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