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Gli studenti del Bo si appellano ai padovani: «Tutti in piazza al Pride contro gli Stati discriminatori»

Quella del 1 giugno sarà un'opportunità per tutta la comunità queer di riappropriarsi delle strade e dei luoghi della propria città, affermando con forza il valore del rispetto e della diversità

Studenti e studentesse di Padova uniti per il Pride: un appello alla partecipazione. In vista della manifestazione del Pride che si terrà il 1 giugno, Emma Ruzzon, rappresentante udu e Presidente del Consiglio degli Studenti Universitari di Padova, e Sophie Volpato, della Rete degli Studenti Medi di Padova, rilanciano con forza il significato e l'importanza di questo evento, invitando studenti, studentesse e tutta la cittadinanza a partecipare numerosi.

Emma Ruzzon

Emma Ruzzon sottolinea l'impegno del Consiglio degli Studenti Universitari che ha recentemente approvato una mozione di adesione al Pride: «L'università deve essere un luogo sicuro per tutti e tutte, ma purtroppo non è ancora così. Siamo ancora pieni di discriminazioni che colpiscono studenti e studentesse in base alla loro identità di genere e orientamento sessuale. Per decostruire queste barriere, è essenziale implementare sportelli di ascolto, offrire corsi sull'affettività e promuovere un sapere libero, accessibile e non eterocisnormato o eurocentrico. Il Pride è una manifestazione di visibilità e di lotta per i diritti, e la nostra adesione è un passo fondamentale per affermare l'impegno dell'università contro ogni forma di discriminazione. Inoltre, scendere in piazza in questo periodo sarà ancora più importante, vista anche la recente votazione in Unione Europea sul riconoscimento dei diritti delle persone LGBTQ che ha visto la rappresentanza italiana votare contrario».

Studenti Medi

Sophie Volpato, della Rete degli Studenti Medi di Padova, insiste sulla necessità di cambiamenti concreti nel sistema scolastico: «Pretendiamo che i luoghi di istruzione siano spazi in cui sentirci al sicuro e noi stessi, per questo anche quest’anno scenderemo in piazza accanto all’Unione degli Universitari e a tutte le altre realtà cittadine che parteciperanno al Pride. Si tratta di un momento fondamentale per le lotte che ogni giorno portiamo nelle scuole come nell’Università: dall’introduzione dell’educazione sessuale laica, inclusiva e transfemminista nei piani di offerta formativa, all’istituzione delle carriere alias in tutti gli istituti della città, ovvero uno strumento che garantisce a studenti e studentesse che ne fanno richiesta di poter vivere in un ambiente di studio sereno, inclusivo e che li tuteli - e prosegue con la posizione dell'Italia sui diritti civili - .Oggi più che mai scendere in piazza è essenziale, soprattutto dopo che l’Italia si è classificata trentacinquesima nella mappa ILGA, avvicinandosi sempre di più agli Stati che attuano politiche discriminatorie e ghettizzanti che evidentemente vengono visti da questa maggioranza di governo come un esempio da copiare. Basti pensare alle dichiarazioni, tra le altre, del generale Vannacci». Il Pride del 1 giugno sarà un'opportunità per tutta la comunità queer di riappropriarsi delle strade e dei luoghi della propria città, affermando con forza il valore del rispetto e della diversità.

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