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Studenti ancora in piazza: «Padova è diventata una città non accogliente per noi»

Udu: «Non ci sono residenze sufficienti, non c’è posto sufficiente in mensa e da questo mese non ci sono nemmeno le borse di studio per tutti gli idonei, tanto da lasciare fuori 2400 non beneficiari»

«Oggi eravamo sotto la sede dell’Esu di Padova durante il Consiglio di Amministrazione. Siamo riusciti a far audire una studentessa internazionale dal Consiglio stesso per dare prova al Presidente, al Direttore Generale e all’Università di che situazione traumatica sta vivendo chi non ha la borsa di studio nonostante ne abbia diritto.
L’Esu di Padova non può ignorare questa situazione e deve spingere la Regione a trovare soluzioni ed investire i fondi necessari per coprire le borse di studio rimaste scoperte». Ancora una protesta, oggi 28 novembre, degli studenti universitari per il diritto allo studio e alla casa.

Città non accogliente

«Come denunciamo dall’inizio dell’anno accademico, gli studenti e le studentesse quest’anno non hanno trovato una città accogliente: non ci sono residenze sufficienti, non c’è posto sufficiente in mensa e da questo mese non ci sono nemmeno le borse di studio per tutti gli idonei, tanto da lasciare fuori 2400 non beneficiari - dichiara Beatrice Sofia Urso, unica rappresentante degli studenti nel Cda Esu - .Se la Regione non vuole uscire un euro, l’Esu sostiene di non avere fondi e UuniPd di aver già fatto abbastanza, noi abbiamo  fatto formale richiesta di garantire per lo meno i pasti gratuiti alle persone idonee non beneficiarie. Un aiuto concreto a chi è in difficolta e perfettamente inseribile nel margine di manovra dell’Esu cittadino. E invece ancora una volta l’unica risposta che abbiamo ricevuto è un no»

I 7 milioni

«Durante la seduta è poi emerso un dato molto rilevante: l’ESU di Padova ha a disposizione 7 milioni di fondo cassa che non si sa in cosa vuole utilizzare - rivela Francesca Pollero, candidata per il Cda dell’Esu - .Abbiamo preteso di visionare il bilancio nella prossima seduta e di presentare un piano di azione per usare i 7 milioni di euro accantonati nella gestione dell’emergenza diritto allo studio.  Quella di oggi è un’emergenza reale e deve essere affrontata subito, la Regione deve prendersi le sue responsabilità, lo deve alle 2400 persone che oggi rischiano di dover rinunciare ai loro studi, lo devono a tutti gli studenti che non stanno vedendo tutelato il loro diritto allo studio. Per questo, se l’Esu non presenterà un chiaro piano di investimenti dei 7 milioni che ha da parte, voteremo contrario a tutte le delibere»

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