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Giovani in città: in 20 anni sono il 27% in meno, i quartieri più "vecchi" sono quelli a sud-ovest

Lo studio ha analizzato 10 aspetti: numerosità, cittadinanze, struttura per età, bilancio demografico, stato civile, matrimoni, filiazione, famiglie, lavoro e istruzione

Il Settore Programmazione Controllo e Statistica del Comune di Padova ha realizzato una analisi statistica sui residenti in città, nel 2019, nella fascia di età dai 20 ai 39 anni: i cosiddetti giovani adulti. La fotografia che ne risulta è particolarmente interessante per la molteplicità di aspetti che sono stati indagati e per i dati emersi. Lo studio, disponibile sul sito www.padovanet.it e realizzato da Marco Banzato, Andrea Foresta e Silvio Nalon, con il coordinamento del Caposettore Programmazione Controllo e Statistica Manuela Mattiazzo, ha analizzato 10 aspetti: numerosità, cittadinanze, struttura per età, bilancio demografico, stato civile, matrimoni, filiazione, famiglie, lavoro e istruzione.

I numeri

Se guardiamo al numero complessivo di giovani residenti, 45.428, (23.305 maschi e 22.123 femmine) balza agli occhi il significativo calo che si registra a partire dal 1999: ben il 27% in meno pari a 16.579 unità, e questo nonostante l’indubbio apporto dell’immigrazione, in gran parte composta da soggetti giovani. Se nel 1999 i giovani rappresentavano circa 1/3 della popolazione residente oggi sono appena 1/5 e anche se il trend di discesa ha subito un rallentamento negli ultimi due anni, è evidente che una simile tendenza ha riflessi importanti sulla città, a partire dai servizi che il comune deve immaginare e realizzare per i cittadini. Il Quartiere “più giovane” è quello Nord, (24% della popolazione residente) quello più “vecchio” il Sud Ovest (20%). La percentuale di giovani padovani (ricordiamo che si parla sempre di residenti e quindi ad esempio le decine di migliaia di studenti universitari non padovani sono esclusi da queste statistiche) con cittadinanza straniera è del 28,9% molto più alta di quella complessiva di tutti i residenti che si ferma al 16,78%. Nella fascia di età 30-39 anni un padovano su tre, il 33% ha cittadinanza straniera. E’ interessante osservare come circa il 48% dei giovani stranieri ha cittadinanza europea (29%UE e 19% extra UE) il 28% asiatica e solo il 21% africana, mentre appena il 3% proviene da Americhe e Oceania.

I giovani emigrati

Analizzando il bilancio demografico 2019, i giovani residenti a Padova sono aumentati di 494 unità ma tale crescita è dovuta al saldo largamente positivo del movimento migratorio che compensa ampiamente il saldo negativo del movimento naturale. Un aspetto poco conosciuto è quello relativo all’emigrazione dalla nostra città: ebbene, il 25% dei giovani emigrati all’estero ha stabilito la propria residenza nel Regno Unito (161 unità) seguita a grande distanza da Francia (56) e Germania (44). Complessivamente nel 2019, hanno lasciato la nostra città 522 giovani. Un dato probabilmente sottostimato perché molti giovani padovani che si spostano all’estero per studiare e lavorare, per i primi anni mantengono la residenza in città. Guardando invece i flussi migratori interni, i comuni limitrofi al capoluogo sono quelli più interessati al fenomeno, mentre se facciamo riferimento alle Regioni il maggior flusso migratorio riguarda la Lombardia (7% delle immigrazioni e 9% delle emigrazioni). Non sorprende invece, vista la giovane età della fetta di popolazione analizzata, che celibi e nubili, siano l’ampia maggioranza del campione e che la classe di età che nel corso del 2019 si è sposata sia quella tra i 30 e 34 anni.

Matrimoni e figli

Nel 2019 a Padova si sono celebrati 473 matrimoni e il 324 casi (il 68%) almeno uno degli sposi aveva una età compresa tra i 20 e 39 anni e in 251 casi (il 53%) lo erano entrambi. Da notare che in nessun matrimonio in città, uno degli sposi aveva meno di 20 anni. Nel corso dell’anno i giovani che hanno avuto figli sono stati 1643 (688 maschi e 975 femmine) dei quali circa la metà è diventato genitore per la prima volta. Guardando invece la struttura famigliare, emerge che il 50% dei giovani padovani ha costituito una propria famiglia (riconosciuta civilmente o di fatto) il 38% vive con propri parenti, e il 10% convive in famiglie senza legami di coppia. Da sottolineare comunque che la maggior parte di chi ha costituito una propria famiglia (51%) vive da solo. E veniamo al lavoro: emerge che in questa fascia di età occupazione e disoccupazione sono percentualmente inferiori a quelle generali. Più nel dettaglio, in provincia di Padova (questo è il dato disponibile da ISTAT) il 41,8% di giovani tra i 15 e i 29 anni è occupato (Veneto 42,2% Italia 31,8%) mentre se guardiamo la disoccupazione i dati, per la medesima fascia di età sono rispettivamente 12,5% di disoccupati in provincia di Padova contro il 12,4 del Veneto e il 22,4 a livello nazionale. Infine l’istruzione: gli studenti padovani rappresentano l’8% della popolazione universitaria con una preferenza per i corsi di laurea di Scienze Umane Sociali e del Patrimonio Culturale, seguite dai corsi di Ingegneria.

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