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Taser agli agenti di polizia, il sindacato Fsp plaude Salvini: «Da adottare subito»

Anche la sezione padovana della Federazione sindacale di polizia chiede a gran voce una rapida distribuzione della pistola elettrica: «Fondamentale per salvaguardare gli agenti»

Il ministro dell'Interno in visita alla scuola di polizia di Nettuno si è fatto immortalare con il taser, la pistola elettrica da qualche mese in dotazione ad alcuni comparti delle forze dell'ordine che ne hanno seguito la lunga sperimentazione.

Le dichiarazioni di Salvini

«Ne daremo migliaia alla polizia, non c'è alcuna controindicazione medica» ha annunciato Salvini mercoledì. La reazione del sindacato Fsp non si è fatta attendere, invocando la distribuzione in tempi brevi con una nota a firma del segretario Valter Mazzetti e sottoscritta dalla sezione padovana. «Speriamo venga dato a tutti gli operatori, perché è uno strumento fondamentale come il resto della dotazione. Il taser non è affatto un pericolo, ma è stato concepito proprio per salvaguardare la vita e la sicurezza degli agenti» si legge nella nota.

La sperimentazione

Fsp fonda le sue affermazioni sui risultati della prima tranche di sperimentazione, che a Padova è partita a settembre con dieci agenti addestrati al suo corretto utilizzo. In una recente visita in città anche il capo della polizia Franco Gabrielli (presente anche a Nettuno) si era espresso favorevolmente, promettendo un'adozione più ampia del taser. «Il lungo periodo di sperimentazione ha dato risultati ottimi, con situazioni di pericolo che sono state risolte in tempi brevi e quasi sempre senza che fosse realmente utilizzato» continua Mazzetti, facendo riferimento alla procedura in cinque fasi che riguarda l'uso della pistola elettrica. Solo alla fase 5 c'è il lancio dei dardi elettrici, ma il più delle volte è bastato mostrare l'arma per ottenere la resa.

Agenti indifesi

Un oggetto da preferire senz'altro all'uso della forza fisica, per il sindacato, e anche a quello della pistola d'ordinanza: «Troppo spesso gli agenti rimangono feriti negli scontri fisici, mentre l'arma viene usata in casi rarissimi. Così i poliziotti sono nella condizione di non potersi difendere» prosegue a nota. «Siamo fin troppo in ritardo nell’adozione di uno strumento che, a dispetto delle critiche di ipocriti detrattori, rappresenta un ovvio passo avanti per una più moderna gestione delle sicurezza».

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