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Covid: taxi fermi, in un anno a Padova persi 3,4 milioni di euro di fatturato (-64%)

Un settore che anche nel Padovano vive in buona parte di turismo che, a seguito della contrazione delle presenze, ha visto dissolversi la tipica domanda che si rivolge ai taxi

E’ uno dei settori che più di tutti gli altri ha risentito della crisi economica scoppiata in questo ultimo anno a causa del Covid. Tra marzo 2020 e lo stesso mese di quest’anno la contrazione del fatturato è stata di 3,4 milioni di euro, pari a una variazione del 64 per cento (in negativo).  Stiamo parlando del settore taxi che nel Comune di Padova annovera complessivamente 150 titolari di licenza. I risultati appena descritti sono emersi da un’indagine campionaria realizzata a livello regionale dall’Ufficio studi della CGIA per conto di Radio Taxi Veneto Società Cooperativa tra il 22 febbraio e il 10 marzo di quest’anno.

Le perdite

Un settore, ricorda la CGIA, che anche a Padova vive in buona parte di turismo che, a seguito della contrazione delle presenze, ha visto dissolversi la tipica domanda che si rivolge ai taxi. Lo studio, infatti, ha messo in evidenza che nel 2020 le presenze turistiche sono crollate: gli ultimi dati disponibili testimoniano che nella provincia patavina gli arrivi nel 2019 avevano interessato 1.884.500 visitatori, l’anno scorso sono crollati a 675.405;questo ha comportato una riduzione di oltre 1.209.000 persone (-64,2 per cento). Nel comune capoluogo, invece, la contrazione è stata superiore ed ha toccato addirittura il 68 per cento. Altrettanto pesante è stata la diminuzione delle presenze registrata nell’area termale di Abano e Montegrotto che tra il 2020 e il 2019 è scesa del 66,1 per cento. Senza contare, inoltre, la chiusura delle università e lo stop imposto sia alle principali manifestazioni fieristiche in programma in città sia ai grandi eventi. Il ricorso allo smart working e al telelavoro, infine, ha praticamente azzerato i meeting aziendali in presenza, i convegni e i congressi, togliendo dal mercato una fetta importante di clientela “business” che tradizionalmente all’interno della città del Santo si sposta in taxi.

Situazione grave

Dei 21,2 milioni di euro di perdita complessiva di fatturato registrato sino a marzo 2021 da tutto il comparto taxi su gomma presente nel  Veneto, i 3,4 milioni di euro euro (pari al 16 per cento del totale) sono ascrivibili ai titolari di licenza del Comune di Padova. «Per questo motivo – segnalano i vertici di Radio Taxi Veneto Società Cooperativa - aspettiamo che tutte le istituzioni coinvolte si facciano carico della nostra situazione in modo strutturale e non episodico. Cominciando, in particolar modo,  dall’utilizzo dei fondi già stanziati  dal decreto Sostegni che ha messo a disposizione 400 milioni di euro in favore di regioni e province autonome per il sostegno delle categorie più colpite e per i servizi di trasporto pubblico locale integrativi in convenzione, ad esempio, con studenti e vaccinandi». «Per tutto il 2021 – aggiunge Filippo Quadri, rappresentante dei taxisti di Confartigianato Imprese Padova– servono nuovi contributi a fondo perduto e misure per coprire le spese fisse. Va superato il criterio del ristoro circoscritto alla perdita di fatturato media di un solo mese del 2020 e il limite del 30% di calo di fatturato per accedere al contributo a fondo perduto. Altrettanto necessarie, secondo Confartigianato, nuove moratorie di pagamento dei finanziamenti e la proroga per tutto il 2021 di quelle in essere».

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